DeMa e le prove generali per le elezioni
Ma dalle ‘piazze’ arrivano solo i fischi

di Laura Nazzari

Alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli mancano tre anni. In politica è come dire che il ritorno alle urne è dietro l’angolo. Lo sa il sindaco Luigi de Magistris, e lo sanno anche i suoi antagonisti. Tutti già in campagna elettorale. Tutti di fatto già impegnati in una competizione acchiappa-consensi che, dalle premesse, si prevede serrata. Da resa dei conti. Le prove generali di quello che sarà la contesa per il governo di Palazzo San Giacomo si è avuta il 14 aprile: due ‘piazze’ della città, peraltro distanti l’una dall’altra poche centinaia di metri, si sono sfidate sulla questione dei debiti del Comune. Se de Magistris ha scelto piazza Municipio cavalcando lo slogan del ‘debito ingiusto’, la sponda antagonista – guidata da una quarantina di reti civiche e associazioni alle quali si sono aggiunti volti del Pd, di Forza Italia e anche di Forza Nuova e Casapound (con tanto di polemiche per la presenza in strada sia di forze di sinistra che di estrema destra) – ha invece battuto sull’intera questione dei debiti accumulati dall’amministrazione comunale in questi sette anni e mezzo di gestione de Magistris, debiti pari a due miliardi mezzo complessivi.
E il primo maggio, giornata di lotta e di protesta nella città di Napoli, la campagna elettorale è proseguita. Luigi de Magistris ha scelto la ‘piazza’ di San Giovanni a Teduccio, quartiere della martoriata periferia est di Napoli, per testare il suo appeal. E la risposta che ne è conseguita è stata di netta e dura contestazione: la ‘rivolta’ s’è scatenata non appena il primo cittadino s’è posizionato all’inizio di via Aubry in occasione della cerimonia di cambio del nome della strada da da oggi intitolata a Sacco e Vanzetti. Protetto da un cordone di vigili urbani, De Magistris è stato investito dall’esasperazione di un gruppo di residenti che gli ha urlato contro di tutto. «Sei un pagliaccio», ha gridato qualcuno dalla folla. E ancora: «Dimissioni» (divenuto poi un vero e proprio coro da stadio). Una signora ha poi sciorinato in pochi secondi i problemi veri che attanagliano i residenti di San Giovanni: «Vogliamo la dignità del quartiere – ha urlato – Viviamo nel degrado, ci sono topi, c’è spazzatura. Non ne possiamo più. San Giovanni fa schifo. E’ un nostro diritto vivere con dignità». A provare a calmare la folla, che di fatto bloccava la cerimonia, ci hanno dovuto pensare alcuni consiglieri. Solo quando è arrivata l’assicurazione che de Magistris avrebbe ascoltato le loro istanze vistando personalmente il ‘Bronx’, la cerimonia ha avuto corso. Dopodiché il primo cittadino s’è incamminato per davvero lungo il viale sul quale affacciano i palazzoni di edilizia popolare tristemente associati alla camorra, al clan Formicola. E qui ha avuto lungo la prima ‘mascherata’ tappa elettorale del sindaco: cavalcando il momento, Luigi de Magistris s’è subito prodigato a dispensare impegni e a manifestare interesse per le condizioni di (in)vivibilità dei residenti, mostrando quasi sorpresa per uno scenario di degrado e abbandono che in questo rione dimenticato da Dio è la triste quotidianità. De Magistris ha promesso l’apertura di un «tavolo» per fare il punto della situazione, spiegando che avrebbe invitato anche una delegazione di cittadini, arrivando ad appuntarsi il numero di cellulare di un ragazzo individuato come portavoce delle istanze dei residenti e promettendo al delegato che sarebbe stato contattato a stretto giro dalla sua segreteria. E’ il sindaco che ‘porta a porta’ va a spendere il suo nome. Un nome che dovrà però fare da apripista – in occasione delle prossime elezioni – al vero candidato sindaco: Luigi de Magistris non potrà più ripresentarsi alla guida di Palazzo San Giacomo, avendo già effettuato due mandati di seguito. Ne consegue che l’ex pm dovrà individuare necessariamente un successore. Nell’attesa di tirare fuori dal cilindro il nome giusto al quale affidare la continuità della sua amministrazione, ecco che scende in piazza. Beccandosi anche i fischi e la contestazione di un quartiere stremato e deluso.
Mentre il sindaco piantava radici a San Giovanni a Teduccio, dall’altro lato della città, in piazza del Gesù, alcune sigle storiche di sindacati – come Uil e Cgil – arringavano la folla sui fallimenti di Luigi de Magistris, anticipando in buona sostanza quale sarà il loro posizionamento – salvo cambi di rotta dell’ultima ora – in occasione delle elezioni che verranno: «E’ vero che De Magistris ha trovato una situazione disastrosa, ma è anche vero che si è isolato con la sua arroganza, con la sua presunzione, con la sua prepotenza, con il suo circondarsi con gente incompetente – ha ‘arringato’ Annibale De Bisogno, segretario regionale della Uil Funzione Pubblica intervenendo nella manifestazione per la festa dei lavoratori – Sindaco, sei riuscito nell’impresa di farci rimpiangere anche le peggiori giunte. Sette anni fa in tanti hanno sperato nel cambiamento con te. Invece ci hai fregato, sei stato un bluff».

mercoledì, 2 maggio 2018 - 19:00
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