Naufragio della Costa Concordia, nuova condanna per il capitano Schettino: multa per deturpamento di bellezze naturali


La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 5mila euro d’ammenda per deturpamento di bellezze naturali (articolo 734 del Codice Penale), inflitta in primo grado dal Tribunale di Grosseto all’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, naufragata davanti al porto dell’isola del Giglio il 13 gennaio 2012. Lo rende noto l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha partecipato come parte civile al giudizio d’appello, nel quale è stato rappresentato dall’avvocato Claudia Ricci. Schettino sta scontando 16 anni di reclusione. L’Enpa esprime grande soddisfazione per la conferma della pena inflitta in primo grado. «Questa condanna – dichiara l’avvocato di Enpa Claudia Ricci – non può certo rendere giustizia dei gravissimi danni causati dal comandante Schettino con il naufragio della Costa Concordia, tuttavia è importante e significativo che il giudice abbia sanzionato l’illiceità della condotta dell’imputato anche dal punto di vista dei danni causati al paesaggio». «Resta – conclude la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – una infinita amarezza per le tantissime vite umane spezzate e per i tantissimi animali che sono morti a causa del naufragio. Purtroppo, ci vorranno anni perché questa ferita possa rimarginarsi. Sempre che ciò sia possibile». Francesco Schettino è detenuto in carcere dal maggio dello scorso anno. Si costituì non appena i giudici della Corte di Cassazione confermarono la condanna a 16 anni disposta in Appello per il naufragio della Costa Concordia. Il transatlantico andò a schiantarsi contro gli scogli dell’Isola del Giglio a seguito di una manovra di avvicinamento (il cosiddetto ‘inchino’) messa in atto da Schettino la sera del 13 dicembre del 2012. A bordo della nave, al momento dell’impatto, c’erano oltre 4000 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio: ne morirono 32, mentre 193 rimasero ferite.

martedì, 15 maggio 2018 - 19:40
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