Registrare i colleghi è lecito
La Corte di Cassazione apre le porte
alle intercettazioni sul lavoro

di Andrea Terracciano

Lo smartphone come ultima arma di difesa personale. A concederla ai lavoratori è la Corte di Cassazione che con una sentenza destinata a far molto discutere si è espressa a favore del dipendente di un’azienda licenziato dopo aver registrato alcune conversazioni tra colleghi senza il loro consenso. E’ accaduto in un’azienda abruzzese. L’uomo, già colpito da un richiamo disciplinare, era stato poi espulso dal datore di lavoro Il dipendente, nel fornire giustificazione del proprio comportamento ai superiori, aveva consegnato alla società una chiavetta Usb con le registrazioni effettuate sul posto di lavoro. Dialoghi che trattavano di temi ancora sconosciuti all’azienda. Ne è nata una diatriba giudiziaria. In primo grado il dipendente si era visto respingere le proprie istanze. La Corte d’appello de L’Aquila aveva, invece, accolto il ricorso del lavoratore rilevando che la sua condotta, «pur potendo essere motivo di sanzione disciplinare, in relazione al clima di tensione e di sospetti venutosi a creare tra gli ‘ignari’ colleghi dopo la ‘rivelazione’ delle registrazioni», non era tale da integrare «un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali» da non consentire la «prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro». Per la Corte di Appello dunque sono prevalse le finalità del dipendente di documentare i problemi riscontrati sul luogo di lavoro rispetto al consenso di coloro che sono stati registrati di nascosto. In Appello gli sono state riconosciute anche quindici mensilità come risarcimento danni. La Cassazione è andata, però, oltre ritenendo legittima la condotta del dipendente, ma annullando con rinvio la sentenza di Appello ad una nuova sezione per valutare la possibilità di reintegrare il lavoratore in azienda. Stando a quanto rilevato dalla Suprema Corte non vi era nè illecito penale nè disciplinare perchè in quel momento il lavoratore stava esercitando un diritto. Da adesso occhi aperti se incontrate sulla vostra strada un collega che smanetta con lo smartphone: potrebbe non essere un semplice selfie.

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martedì, 15 maggio 2018 - 14:23
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