Faida di Scampia, conto alla rovescia
per gli scissionisti: il pg ha chiesto sconti per i boss reo-confessi e 2 assoluzioni

Il boss Cesare Pagano in occasione dell'arresto

Il conto alla rovescia è cominciato nel primo pomeriggio di oggi, quando i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli hanno rimandato a venerdì il giorno della sentenza.
Prima faida di Scampia e Secondigliano, la guerra di camorra scoppiata tra i Di Lauro affidati al giovanissimo Cosimo Di Lauro e l’ala ribelle guidata dagli Amato-Pagano: sul selciato restano i corpi senza vita di Fulvio Montanino, fedelissimo di Cosimo Di Lauro, e dello zio Claudio Salierno. E’ l’ottobre del 2004 e quel delitto segna l’inizio di una guerra spietata e vigliacca che vedrà soccombere anche persone estranee alla logiche della camorra ma per loro sfortuna legate da vincoli di parentela o di amicizia ai malavitosi interessati dallo scontro. Per quel duplice omicidio il gotha degli scissionisti, già condannato in primo grado all’ergastolo, spera ora di scansare il carcere a vita. Le premesse affinché ciò avvenga ci sono già. Nella scorsa udienza, datata 11 maggio, il sostituto procuratore generale ha infatti sollecitato lo sconto di pena per tutti gli imputati che hanno ‘ammesso l’addebito’, inclusi per quelli che si sono decisi a dirsi colpevoli solo due udienze fa. Tradotto in numeri, il pg ha chiesto 30 anni di reclusione (a fronte del fine pena mai) per Roberto Manganiello, Antonio Della Corte e Angelo Marino, Francesco Barone, Rito Calzone e Gennaro Mauriello (che hanno recitato il ‘mea culpa’ solo nell’udienza scorsa, tenutasi il 4 maggio), nonché per Arcangelo Abete (che è imputato, in un altro procedimento, per l’omicidio del tatuatore Gianluca Cimminiello, vittima innocente della barbarie della camorra), Gennaro Marino, Ciro Mauriello, Enzo Notturno, Carmine Pagano classe 1984 e dal boss Cesare Pagano (che confessarono tutti in primo grado ma si videro ugualmente comminare l’ergastolo). Ventiquattro anni sono stati invocati per Gennaro Notturno, che pure prese l’ergastolo in primo grado: il pg ha chiesto per lui un lieve trattamento di favore alla luce del fatto che l’uomo è passato a collaborare con la giustizia, benché nei fatti Notturno non abbia dato un vero contributo alla manovra accusatoria considerato che si è pentito dopo la condanna di primo grado e quando ormai la contestazione era già confezionata. Infine il pg ha chiesto lo sconto di pena anche per Ferdinando Emolo, il solo imputato ad essere collocato in orbita clan Di Lauro. Emolo è imputato di spari in luoghi pubblico e porto e detenzione illegale di una pistola, con tanto di aggravante della matrice camorristica per- ché – a seguito del duplice omicidio Montanino-Salierno – i Di Lauro seminarono il terrore nelle ‘Case Celesti’. Quel rione doveva essere il loro e tutti i parenti dei ‘ribelli’ che sino a quel momento avevano lì vissuto dovevano andare via. Le ‘stese’ furono la prima fase della strategia del terrore poi culminato nell’omicidio di Carmela Attrice, la donna che provò a resistere a quel diktat con tutte le sue forze, la donna che venne uccisa nell’androne del palazzo solo perché madre dello scissionista Francesco Barone. Per una di quelle incursioni Emolo è stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione. Pena che il pg ha chiesto di scontare a 12 anni. Proposte infine due assoluzioni, quelle dei fratelli Antonio e Guido Abbinante, che in primo grado rimediarono invece la pena dell’ergastolo. La sentenza è attesa per venerdì.

maga

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mercoledì, 16 maggio 2018 - 16:05
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