Bari, Bonafede tra la tendopoli della vergogna e le lacrime dei dipendenti: «Fa impressione» | Video

di Manuela Galletta

«La situazione è chiaramente grave e urgente». Alfonso Bonafede, il neo ministro della Giustizia, arriva nella tendopoli della vergogna intorno alle 11. Come promesso. Trova ad attenderlo le tre tende roventi dove i processi si celebrano per essere rinviati a piè sospinto; il sit-in di un gruppo di lavoratori del Tribunale penale e procura di Bari; tutti gli operatori della Legge che confidano in una risoluzione immediata ed efficace della vergognosa vicenda. Trova ad attenderlo il personale amministrativo, con il quale Bonafede parla col cuore in mano. Le lacrime di una dipendente e la sua voce rotta dal pianto mentre rivolge al ministro la sua richiesta di aiuto, a nome di tutti gli operatori della Legge mortificati, sviliti, umiliati da questo brutta, indecente e vergognosa pagina, sono un pugno nello stomaco: «Siamo abbandonati, ci stiamo ammalando. Vi prego, ministro: non ci dividete. Non disgregate gli uffici giudiziari». Bonafede ascolta, dice che farà il possibile. Passa avanti. E trova i giornalisti, che lo stringono letteralmente d’assedio inondandolo di domande, non solo sul caso Bari ma anche sui caldi e attuali temi della Giustizia. Col risultato che Bonafede chiede quasi il permesso di poter dire una parola. «La situazione qui è chiaramente grave e urgente. Lo Stato qui porta la vicinanza a tutti gli operatori del dritto che ogni mattina si alzano per far funzionare la Giustizia e ai cittadini che hanno diritto ad avere un servizio di Giustizia ad un certo livello», dice. Poi si sposta nell’ex sede distaccata del Tribunale a Modugno, che inizialmente il ministero aveva indicato come struttura temporanea dove allocale gli uffici dello sgomberato Palagiustizia. Una soluzione che avvocati, magistrati e personale amministrativo hanno tuttavia bocciato. Dopo il sopralluogo, intorno alle 3, Bonafede terrà una conferenza stampa. Resta sul tavolo anche il tema della libera approvata ieri dalla Sesta Commissione del Csm con la quale si chiede al ministro un decreto legge ad hoc per sospendere l’attività giudiziaria e anche la prescrizione.

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giovedì, 7 giugno 2018 - 12:51
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