Elezioni al Csm, lo spoglio sarà in diretta
E la petizione anti-correnti decolla

di Manuela Galletta

Le urne sono chiuse. Lo spoglio comincerà nella giornata di domani, mercoledì 11 luglio, e per la prima volta sarà possibile seguire le operazioni di visione delle schede in diretta. Comincia, dunque, il conto alla rovescia per la nuova formazione dell’ala togata del Consiglio superiore della magistratura. Altissima, secondo le prime stime, l’affluenza alle urne da parte dei magistrati, chiamati ad eleggere 16 esponenti. In particolare saranno eletti due magistrati di Cassazione; quattro pubblici ministeri; dieci giudici di merito. Dal momento che il sistema elettorale è maggioritario puro con una lista unica nazionale per ciascuna delle tre categorie da eleggere, risulteranno eletti i magistrati che, in ciascuna lista, riportano il maggior numero di voti. La componente laica del Csm, otto membri in tutto, sarà invece scelta dal Parlamento che si riunirà in seduta comune giovedì 19 luglio.
Nel giorno delle elezioni spunta, invece, un’indiscrezione sulla petizione partita a fine giugno su iniziativa del giudice Andrea Mirenda nella quale si chiede «la liberazione del Csm dalle correnti». Nell’appello, in particolare, si chiede al legislatore di introdurre il sorteggio per selezionare i candidati alle elezioni dei 16 togati e di abolire l’immunità per i consiglieri di Palazzo dei marescialli. Con la petizione si chiede di far cessare «l’intollerabile strapotere» delle correnti della magistratura, che ha portato il Csm ad abusare «degli ampissimi poteri discrezionali» che la legge sull’ordinamento giudiziario gli assegna con scelte «di tipo clientelare» per le nomine ai vertici degli uffici giudiziari. «La credibilità del Csm è ormai fortemente compromessa agli occhi degli stessi magistrati – si legge nella petizione – Il malcontento è diffuso. La necessità di un cambiamento è fortemente avvertita ed assolutamente indispensabile ad evitare che tale perdita di credibilità si traduca in un pretesto di cui le forze politiche possano approfittarsi per operare lo svuotamento delle prerogative che la Costituzione e la legge hanno assegnato al Csm a tutela dell’Indipendenza dei singoli magistrati». C’è anche un appello ai prossimi consiglieri perché adottino «tutte le misure per scongiurare che le decisioni del Csm siano determinate da logiche correntizie, anziché dai criteri oggettivi e trasparenti, ispirati al solo fine di garantire la valorizzazione del merito e del corretto funzionamento dell’organo di autogoverno». Tra i firmatari non ci sono nomi noti, ad eccezione di Carla Raineri, giudice alla Corte d’appello di Milano, che è stata per un mese capo di gabinetto della sindaca di Roma Virginia Raggi. Qualche mese fa Mirenda era finito al centro delle polemiche per aver parlato in un libro-intervista di «metodi mafiosi» seguiti dal Csm.

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martedì, 10 luglio 2018 - 11:18
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