Migranti, nomadi e sicurezza: l’effetto di Salvini sui giornali, com’è cambiata l’informazione in un mese di Governo

Matteo Salvini, il ministro degli Interni (foto Kontrolab)
di Danio Gaeta

I governi, si sa, l’informazione la indirizzano. Questione di priorità, di idee e anche di interessi. E’ così che notizie che sino al mese prima del voto avevano poco spazio o poca importanza, diventano prioritarie. Titoloni, inchieste, reportage e approfondimenti. Giornali, siti web e riviste che cambiano improvvisamente l’agenda setting: ciò che sino al giorno prima era relegato in un trafiletto nascosto, oggi finisce in apertura di pagina o addirittura nei servizi di lancio di tg nazionali. Succede ovunque, e succede ogni volta che cambia il governo di un paese. Nulla di nuovo, insomma. In Italia, però, ciò che è accaduto in queste prime settimane di governo pentaleghista ha dell’incredibile. Come al solito il Belpaese ha la capacità di andare oltre l’immaginabile: un fenomeno che i massmediologi dovrebbero addirittura studiare.
Da quando il nuovo governo si è insediato, è meglio dire da quando Matteo Salvini è diventato ministro dell’Interno, le notizie prioritarie su giornali, riviste, siti web e tv sono praticamente le stesse. Migranti, rom e sicurezza: ecco le parole chiave maggiormente ‘cercate’ e che appaiono più delle altre sui media. E’ come se improvvisamente in Italia la questione migranti o i censimenti nei campi rom siano diventate le priorità assolute. Qualcuno ci ha convinto che così è, e dunque i media ci vanno dietro. Il profilo Facebook del ministro Matteo Salvini è l’esempio lampante di questa teoria. «In Italia con permesso umanitario tenta di stuprare una 21enne», «Retata dei profughi dello spaccio», «Prese le ladre della Metro a Roma, arrestate 10 rom», sono solo alcuni dei titoli di giornale che appaiono sulla pagina ufficiale del leader del Carroccio.
Naturalmente i colleghi leghisti – e non solo – condividono, diffondono e fanno girare. E poprio sotto ai post del ministro migliaia di commenti di cittadini entusiasti. Allora è proprio vero, oggi parlare di rom e migranti ‘tira’ e ‘tira’ anche tanto. La realtà è che non si tratta di notizie acchiappaclic ma di vere e proprie scelte editoriali. «Furto, arrestato un migrante» improvvisamente è diventato un titolo corretto per lanciare una notizia. La notizia reale, dunque, non è più il furto; ma il furto commesso da un migrante. E così via. Anche le forze dell’ordine sembrano essersi adeguate a questo trand. Nelle ultime settimane sono aumentate le comunicazioni stampa ai giornali di immigrati, extracomunitari e nomadi arrestati per i reati più impensabili. Spaccio, furti, rapine e contraffazione: tutti con stranieri protagonisti. Ogni 5 comunicati, almeno 3 evidenziano le illegalità di chi sul suolo italiano è un ospite. Anche prima venivano arrestati, solo che a queste notizie nessuno dava peso. Chi ha frequentato le redazioni dei giornali sa bene cosa si muove dietro le dinamiche della notizia. «L’immigrato arrestato esce in breve, tanto gli stranieri il giornale non lo comprano», dicevano direttori e capiservizio. Oggi, però, non è più così. Gli stranieri, forse, continueranno a non acquistare i giornali, ma c’è un morboso attaccamento da parte dei cittadini a sapere ciò che fanno. Tutto in poche settimane, tutto perché il governo pentaleghista ha cambiato le priorità.

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mercoledì, 11 luglio 2018 - 14:02
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