Bologna, camion esplode in Tangenziale: un morto e 95 feriti di cui alcuni gravi Cronaca dall’inferno del 6 agosto

di Manuela Galletta

Le fiamme vive si sprigionano non appena un’autocisterna va a schiantarsi contro il camion che lo precede. Sono le due del pomeriggio del 6 agosto e il cielo grigio di Bologna si colora di rosso vivo e di nero. Sono i colori della morte. Dell’inferno. L’inferno di fuoco che in pochi secondi abbraccia il Raccordo Autostradale Bologna Casalecchio. Una delle quattro corsie della Tangenziale diventa una diga dove l’incendio corre veloce. Le auto che sopraggiungono si fermano di colpo, qualcuno cerca di procedere a marcia indietro. Quelle che arrivano in direzione opposta scivolano via veloce. Pochi istanti. E’ questione di minuti. La Tangenziale si svuota. Sullo sfondo si intravede il groviglio di fuoco e di lamiere. E una macchina di colore bianco che non si sa come è riuscita comunque a imboccare la Tangenziale ormai sgomberata dall’intervento di polizia, carabinieri e vigili del fuoco. E’ una deflagrazione. Violenta. Impressionante. La nube di fiamme vive invade stavolta tutto il cielo di Bologna. E l’auto sullo sfondo scompare dallo schermo delle telecamere della Tangenziale a marcia indietro.
Un morto e 95 feriti di cui alcuni gravi per le ustioni riportate. E’ il bilancio di una strage che ha rischiato di avere conseguenze peggiori di quelle drammatiche che medici e forze dell’ordine hanno dovuto registrare. La vittima si chiamava Andrea Anzolin, 42 anni di Vincenza, era il conducente dell’autocisterna che è saltata in aria: lavorava per un’impresa di commercio e distribuzione di carburante della provincia di Vicenza. Tra i feriti ci sono anche 11 carabinieri e 2 agenti della Polizia Stradale, cui si deve il merito di essere riusciti a sgomberare in poco tempo la Tangenziale dal traffico nonostante la palese difficoltà di gestire il panico della gente in quello scenario da guerra. Se così non fosse stato la seconda violenta esplosione avrebbe fatto altri morti. Giornata infernale a Bologna, quella del 6 agosto. Le fiamme vengono spente solo poco dopo le sette della sera. E ora ai vigili del fuoco toccherà il difficile compito di provare a capire cosa è accaduto e soprattutto perché. Le immagini delle telecamere della Tangenziale restituiscono un pezzo importante di questa drammatica storia: l’autocisterna che trasportava il materiale infiammabile e che è saltata in aria è il ‘mezzo’ che ha provocato il disastro; il camionista è andato dritto come un missile addosso alla colonna di camion praticamente fermi che lo stavano precedendo innescando l’incidente, l’esplosione e la mattanza. Il difficile, se non impossibile, sarà provare a spiegare perché l’autista della cisterna non abbia neppure provato a rallentare. La procura della Repubblica di Bologna, come da prassi, ha aperto un fascicolo di inchiesta. Contro ignoti.
Le verifiche proseguiranno sino a quest’oggi anche in un altro punto del Raccordo, dove – a causa della forte deflagrazione – s’è aperta una voragine: la soletta del tratto sovrappassante via Elio Bragaglia è venuta giù, e gli ingegneri di Autostrade per l’Italia dovranno valutare i danni causati dall’incidente ai tratti autostradali e stradali adiacenti il crollo e conseguentemente la loro transitabilità. La procura non procederà, sul punto, ad alcun sequestro. Come spiegato dal procuratore Giuseppe Amato «mi pare che ci sia un evidente nesso di casualità immediato per cui l’implosione del ponte non è correlata ad un possibile difetto di costruzione con un mal governo da parte del responsabile è conseguenza immediata di un evento di devastanti proporzioni quale è quello che si è realizzato».
Ma c’è anche un’altra ‘indagine’ che adesso verrà avviata. I vigili del fuoco hanno, infatti, chiesto ad Arpae (l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna), di effettuare la verifica della qualità dell’aria che nella zona dell’incidente è irrespirabile. Molte famiglie sono andate via. Hanno chiuso le abitazioni e si sono trasferiti dai parenti. Qualcuno ha dovuto provvedere a tamponare i danni subiti: l’esplosione ha mandato in frantumi i vetri di finestre e balconi di diversi appartamenti. E’ uno scenario apocalittico. Una strage che difficilmente si riuscirà a dimenticare.

martedì, 7 agosto 2018 - 12:18
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