Strage di braccianti in Puglia, Conte e Salvini tra i migranti: «Supereremo l’emergenza»

di Danio Gaeta

Dodici morti sono tanti. Troppi. Dodici vittime della strada e dei ‘caporali’ non possono passare inosservate. A 24 ore dallo spaventoso incidente in cui sono morti i migranti impegnati nei campi di pomodori, la procura di Foggia ha aperto due inchieste. Due filoni distinti che camminano su binari paralleli. Il primo è teso ad accertare eventuali responsabilità nello scontro frontale avvenuto sulla Statale 16 (teritorio di San Severo) tra un tir carico di cereali e il furgone con targa romena che trasportava i poveri braccianti. L’altro che si preannuncia molto complessa, mira a scoprire se i braccianti avessero un contratto di lavoro regolare e se dietro il ‘viaggio della morte’ ci fossero i caporali. E’ il procuratore capo Ludovico Vaccaro a coordinare le indagini, almeno per il momento. Infatti bisognerà accertare quale sia la Procura competente. I braccianti, infatti, lavoravano nelle campagne del Molise e non è escluso che, almeno uno dei due filoni dell’inchiesta, possa partire da Foggia ma possa successivamente essere trasferita per competenza a Termoli. Ieri a Foggia è stato anche il giorno delle visite istituzionali. Il primo ad arrivare è stato il premier Giuseppe Conte.  «Dietro queste morti non c’è dignità, c’era un lavoro sfruttato e non c’era dignità. Dobbiamo fare in modo che questo non accada – ha detto il premier a margine del vertice in prefettura a Foggia – si tratta anche di incentivare gli imprenditori con meccanismi incentivanti perché gli imprenditori siano portati rinunciare a un pezzo di lucro per favorire condizioni di lavoro nel rispetto della dignità dei lavoratori». «In queste ore, può apparire una coincidenza, ma è in approvazione al Senato il decreto dignità (approvato nel primo pomeriggio di ieri dal Senato, ndr). Ecco il concetto di dignità è un concetto che questo governo pone al centro dello sua iniziativa di governo, al centro della sua agenda – ha concluso il premier – lavoro e dignità sono due concetti che si distinguono ma costituiscono un binomio inscindibile. Perché non si può pensare al lavoro senza che siano assicurate quelle condizioni che garantiscano la tutela della dignità del lavoratore». Conte ha poi evidenziato di aver incontrato in prefettura una «delegazione di braccianti agricoli, una delegazione dei rappresentanti sindacali e delle autorità». Andato via Conte, è arrivato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Ho detto ai ragazzi sfruttati che hanno voglia di reinserirsi e lavorare regolarmente sul nostro territorio, che il ministro dell’Interno è al loro fianco. E sono contento che la comunione di intenti sia totale», ha detto il vicepremier. Lo stesso Salvini ha poi presentato una proposta: «Cercheremo di costringere alla legalità i trasporti. Sono stati sequestrati nell’ultimo periodo furgoncini con targhe bulgare e senza assicurazione. C’e’ anche una importazione di schiavi da Paesi comunitari, Romania e Bulgari – ha sottolineato il ministro – mi permetterò oggi stesso di scrivere ai colleghi ministri degli Interni di Bulgaria e Romania  per chiedere attenzione e controllo perché sono Paesi che aderiscono ai principi fondanti dell’Unione Europa e credo che debbano controllare uomini e mezzi che escono dai loro confini». Intanto oggi è il giorno della grande manifestazione organizzata dai sindacati di categoria dei braccianti. Alla giornata di mobilitazione hanno aderito anche le sigle delle regioni confinanti con la Puglia e altre associazioni di categoria.

mercoledì, 8 agosto 2018 - 14:00
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