Accoltellata dall’ex, Morena si riprende: «Ho pensato di morire, viva per miracolo» Paura sul lungomare di Napoli

Corsia
Una corsia d'ospedale

Morena Albino sta meglio. «Sono la prova di un miracolo», dice. E ha ragione. Una delle coltellate che lunedì pomeriggio le sono state inferte dall’ex fidanzato le hanno fatto collassare un polmone. «Ho rischiato di morire. Per fortuna sono ancora qui», aggiunge quasi incredulo nel lotto di ospedale al Loreto Mare dove i medici l’hanno curata. Il suo ex fidanzato è in prigione da quasi 48 ore. In attesa che il giudice per le indagini preliminari Bardi del Tribunale di Napoli decida della sua sorte. Antonio Bocchetti, 25 anni e residente a Chiaiano, comparirà questa mattina dinanzi al gip per affrontare l’udienza di convalida del fermo. E per rispondere alle domande del magistrato, sempre che non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere. A difenderlo sarà l’avvocato Raffaele De Cicco.
Bocchetti, che a dispetto del cognome non ha cognomi con i più noti Bocchetti della zona di Secondigliano, deve rispondere del reato di tentato omicidio aggravato dall’uso di un coltello. Nel primo pomeriggio di martedì Bocchetti – è la ricostruzione dei fatti – ha aggredito la sua ex fidanzata (che ha 19 anni), dalla quale ha avuto un bambino di 14 mesi, e l’ha accoltellata. Il raid è avvenuto all’altezza della scogliera della rotonda Diaz, sotto lo sguardo di molti passanti e del nuovo fidanzato di Morena. Testimonianze, racconti e dettagli sono ora agli atti del fascicolo che la procura della Repubblica di Napoli ha aperto sull’episodio. Nell’incartamento ci sono anche delle note relative alle parentele di Morena Albino, che però nulla hanno a che fare con le ragioni dell’aggressione. La 19enne è la figlia di Antonio Albino, uno dei componenti del commando che nel marzo del 2004 a Forcella aprì il fuoco per uccidere Salvatore Giuliano, il ‘rampollo’ dell’omonima famiglia malavitosa. Nella sparatoria – Giuliano vedendo il commando arrivare premette per il grilletto – rimase uccisa la piccola Annalisa Durante, colpita per errore da uno dei proiettili partiti dalla pistola di Giuliano con il quale la ragazzina stava chiacchierando.

giovedì, 9 agosto 2018 - 12:25
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