Accoltella la ex, il 25enne chiede scusa
ma il gip decide di lasciarlo in prigione L’aggressione sul lungomare di Napoli

Carcere di Poggioreale
Il carcere di Poggioreale
di Manuela Galletta

«Mi dispiace per ciò che ho fatto. Avrei preferito che questa cosa accadesse a me, e non a lei. Perché lei resta sempre la mamma di mia figlia». Antonio Bocchetti, il 25enne di Chiaiano arrestato con l’accusa di tentato omicidio della sua ex ragazza, parla con voce bassa. Di fronte gli siede il giudice per le indagini preliminari Bardi del Tribunale di Napoli, chiamato a sovrintendere l’udienza di convalida del fermo. Bocchetti decide di avvalersi della facoltà di non rispondere, decide cioè di evitare il ‘confronto’ col giudice ma tuttavia sceglie di rendere una dichiarazione spontanea, una sorta di monologo che non ammette obiezioni. E così fa scivolare a verbale il suo dispiacere. Il dispiacere per aver aggredito Morena Albino, 19 anni di Materdei, rischiando di ammazzarla. Parole di rammarico che, almeno per il momento, non gli evitano la prigione. All’esito del colloquio lampo, il giudice convalida il fermo ed emette nei confronti del 25enne un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendo che la detenzione nella casa circondariale di Poggioreale sia l’unica misura restrittiva congrua al reato contestato e a scongiurare il ripetersi di un episodio violento come quello accaduto martedì pomeriggio sul lungomare di Napoli all’altezza della rotonda Diaz. L’avvocato Raffaele De Cicco, che assiste Bocchetti, presenterà istanza al Riesame.
Morena, intanto, sta meglio. Il pericolo è scampato. Le coltellate che le sono state inferte l’hanno colpita ad un polmone. Poteva finire male. «Sono viva per miracolo», ha scritto lei su Facebook dal letto dell’ospedale Loreto Mare dove è stato ricoverata e curata. Le forze dell’ordine e la procura della Repubblica di Napoli stanno adesso ricostruendo l’intero contestato in cui è maturata l’aggressione da parte di Antonio Bocchetti. Il movente è legato sicuramente ai rapporti tesi, tesissimi che da diversi mesi dividevano i due ragazzi un tempo uniti dall’amore, che ha dato loro una bimba (affidata in custodia ai genitori di Antonio), e ora l’uno contro l’altro. Una storia di astio, di rancore mai metabolizzato, che martedì ha rischiato di finire in tragedia. Una tragedia i cui contorni potrà provare a chiarirli solo Antonio Bocchetti, spiegando il perché abbia raggiunto la rotonda Diaz armato di coltello.

venerdì, 10 agosto 2018 - 12:24
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