I sogni spezzati di Gigi e Paolo:
18 anni fa la camorra barbara ammazzò due giovani innocenti a Pianura

Il murales per Gigi e Paolo, vittime innocenti della camorra
di Serena Finozzi

Era la sera del 10 agosto di 18 anni fa. Luigi Sequino e Paolo Castaldi, 21 e 20 anni, erano fermi in macchina, una Lancia Y nera, sotto casa di Gigi, a Pianura. Ascoltavano musica e parlavano della vacanza che di lì a poco avrebbero fatto in Grecia. Non l’avrebbero mai fatta quella vacanza, non avrebbero passato più del tempo insieme a chiacchierare: Gigi e Paolo furono ammazzati quella sera, raggiunti da una grandinata di colpi di pistola. La loro ‘colpa’ fu quella di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato: avevano parcheggiato l’auto nel luogo di residenza di Rosario Marra, genero del capoclan Pietro Lago. I sicari, appartenenti al clan Pesce-Marfella, furono inviati a fare un giro di perlustrazione nella zona a caccia di appartenenti al clan rivale per vendicare la morte di un loro affiliato, Vincenzo Giovenco, ucciso dai Lago solo pochi giorni prima. Gigi e Paolo furono scambiati per guardaspalle di Rosario Marra. Morirono sul colpo sotto una pioggia di proiettili. Furono le dichiarazioni di due pentiti, Raffaele Bavero ed Eduardo Criscuolo, ex affiliati al clan Marfella, a fare luce sulla morte dei due ragazzi. Tra dicembre 2004 e febbraio 2005 furono arrestati i fratelli Pasquale e Luigi Pesce e il loro cugino Eugenio. Un altro loro parente, Carmine Pesce, componente del commando, non venne mai processato perché morì prima, ucciso in un agguato di camorra. A fornire i dettagli della preparazione e dell’esecuzione del delitto fu Luigi Pesce che, confessando, fece anche i nomi di Luigi Mele e degli altri complici. Al novembre del 2007 risale la prima sentenza di condanna all’ergastolo per Pasquale ed Eugenio Pesce, individuati come esecutori materiali del delitto. Il processo per Luigi Pesce, invece, svoltosi con rito abbreviato, si è concluso con la condanna a 18 anni di reclusione. Nello stesso periodo fu data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare a carico di Luigi Mele, presunto mandante dell’agguato. Accusa dalla quale Mele fu successivamente assolto per incompletezza della prova. Fu invece condannato a otto anni di reclusione per la detenzione e la successiva cessione di una pistola calibro 9 a Pasquale Pesce. La condanna all’ergastolo per i cugini Pasquale ed Eugenio Pesce fu confermata nel 2008 dalla terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli. Per la camorra Gigi e Paolo, probabilmente, sono stati solo un ‘incidente di percorso’. E invece no: Gigi e Paolo si stavano affacciando alla vita. Erano amici da sempre: avevano vissuto nello stesso quartiere, Pianura, nella stessa strada, per anni, fino a quando Paolo non si trasferì a Quarto. Una distanza che non aveva mai scalfito la loro amicizia, anzi. Avevano tanti sogni, avevano progetti per il loro futuro. Un futuro che, per colpa della camorra, non avrebbero mai conosciuto. Paolo lavorava al banco macelleria di un supermercato, aveva una grande passione per gli animali e per la musica. Gigi era iscritto all’Università, voleva diventare un aviatore, amava il rock e le motociclette. La loro morte colpì profondamente la gente di Pianura e di tutta Napoli: tante le associazioni nate nel nome dei due ragazzi, associazioni che lottano contro la criminalità organizzata e che tengono vivo il ricordo di due vittime di un sistema, quello dello strapotere della camorra, dove lo Stato ha fallito. Oggi, nel 18esimo anniversario della morte di Gigi e Paolo, alle 18:15, presso i murales a loro dedicati in via Montagna Spaccata a Pianura ci sarà un lancio di palloncini. A seguire, alle 19, don Vittorio Zeccone celebrerà una Santa Messa presso la Casa del Giovane in via Pignatiello. Non dimenticare: questo l’imperativo morale che anima la comunità cittadina: Gigi e Paolo vivono ancora. E finché loro vivranno, vivrà anche la speranza che un giorno, a Napoli, nessuno dovrà più piangere la morte assurda e spietata di chi ha pagato con la vita il prezzo di essere nato in una delle città più belle e allo stesso tempo maledette al mondo.

venerdì, 10 agosto 2018 - 11:46
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