Genova, uno dei feriti gravi non ce la fa: Marian Rosca, camionista, è la 43esima vittima del crollo del ponte

Marian Rosca, 36 anni e di nazionalità romena, è morto in ospedale per la gravità delle ferite

Marian non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere in ospedale. Troppo gravi le ferite riportate nel crollo del ponte di Genova. Marian Rosca, 36 anni e di nazionalità romena, è la vittima 43 dell’immagine tragedia che la mattina del 14 agosto scorso ha scosso il capoluogo ligure e l’Italia intera. Marian era alla guida di un tir di una ditta di traslochi quando il viadotto è venuto giù. Con lui c’era il collega Anatolii Malai, di origini romene. E proprio la presenza dei due corpi all’interno del furgone ha, inizialmente, tratto in errore anche gli enti che di volta in volta sono stati chiamati a divulgare i nomi di chi non ce l’aveva fatta: la mattina del 15 agosto, quando è stato ufficialmente diffuso l’elenco delle vittime, il nome di Marian era tra essi, mentre Malai risultava disperso. E, invece, la vittima era proprio Malai, mentre Marian era tra i feriti gravi finiti in ospedale, come chiarito venerdì 17 agosto dall’ospedale che aveva in cura. C’era speranza per il 36enne. Poi nella tarda serata di sabato il cuore di Marian, che da tempo viveva a Parigi, ha smesso di battere.
Nella giornata di sabato i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi degli ultimi dispersi: si tratta di Mirko Vicini, il 31enne di Genova che lavorava per l’Amiu, l’azienda dei rifiuti del Comune; e della famiglia Cecala, il padre Cristian, la madre Dawna e la figlia Kristal di 9 anni.
I vigili del fuoco, intanto, sono ancora a lavoro ma per spostare tutte le macerie. Dovranno essere trasferite in un hangar messo a disposizione del Comune. Le macerie così come sono sotto sequestro i due tronconi del viadotto Morandi rimasti in piedi a levante e a ponente del tratto crollato.

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domenica, 19 Agosto 2018 - 10:06
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