Napoli, gli studenti contro Salvini a colpi di cori e slogan: «Alla vostra sicurezza la città si ribella» | Video e interviste

di Gennaro Di Finizio

Dopo la visita di ieri di Matteo Salvini a Napoli, la città si è risvegliata nel segno di una manifestazione contro il governo gialloverde. All’ombra del Vesuvio ci si è allineati alle altre grandi città italiane, dove migliaia di studenti hanno marciato contro il piano sicurezza nelle scuole promosso dal ministro Matteo Salvini e sopratutto per chiedere nuovi investimenti per le infrastrutture legate all’istruzione.

Due i cortei, partiti da Piazza del Gesù e Piazza Garibaldi, che si sono poi incontrati in piazza Municipio, ai quali hanno partecipato studenti e centri sociali, migliaia di ragazzi che hanno urlato il loro dissenso contro il degrado che contraddistingue le scuole italiane ormai da diversi anni.
Cori, fumogeni colorati e slogan urlati dagli studenti, il tutto condito da striscioni e cartelli espressamente schierati contro il governo centrale. «Alla vostra sicurezza Napoli si ribella» si legge sullo striscione che campeggia tra i giovani presenti a Piazza Municipio, dove il corteo ha trovato il suo epilogo senza momenti di tensione.“Napule ve fa’ chiagnere” titola, invece, uno dei volantini che vengono messi in bella mostra durante la manifestazione.

Commenta il giovanissimo Manuel: «Dopo il 12 ottobre noi scendiamo in piazza perché quella giornata chiedevamo finanziamenti per la scuola pubblica, ma dopo l’incontro con il ministro Di Maio abbiamo ottenuto solo altri tagli all’istruzione. Andavamo a dire il 70% delle scuole del paese è a rischio crollo, il tasso di dispersione scolastica in tutto il paese è al 14%, loro ci hanno risposto tagliando 60 milioni all’alternanza e cambiandogli anche noi mentre noi volevamo dire che l’alternanza è solo sfruttamento e non formazione. L’unico provvedimento reale sulla scuola è scuole sicure del ministro Salvini, 2 milioni e mezzo per inserire telecamere, polizia e inserire il Daspo all’interno delle scuole, ma in realtà le scuole sicure sono quelle che non crollano! La sicurezza reale all’interno dei luoghi della formazione non è tutelata».

Tra i volti ai quali i gli studenti si rivolgono, c’è anche quello del vice premier Salvini al quale lo stesso Manuel si rivolge: «Ieri ha parlato di cinque nuovi inceneritori, ma è uno schiaffo alla persone che l’inceneritore di Aversa non lo voleva, che il commissariamento di Bagnoli non lo voleva, che la discarica di Bagnoli non lo voleva. Noi andiamo a dire che sicurezza vuol dire diritto al futuro, di poter rimanere nella propria terra, di non morire di tumore solo perché si mangia un po’ di insalata. Tutti parlano dei giovani, ma con i giovani non ci parla nessuno, non ci chiedono realmente cosa vogliamo. Ci rispondono con gli slogan, siamo stanchi! Vanno subito reintegrati i 50 milioni tagliati all’interno della legge di bilancio, i 7 miliardi tagliati dalla legge Gelmini ed i 22 miliardi tagliati negli ultimi dieci anni tra le varie riforme».

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venerdì, 16 novembre 2018 - 16:34
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