Pd, candidati a loro insaputa nelle liste: quattro condanne a Napoli, c’è anche un attuale consigliere comunale


A febbraio ci fu la condanna, a sei mesi con la pena sospesa, per il consigliere comunale del Pd Salvatore Madonna. Ieri sono arrivate altre condanne, inclusa quella del compagna del senatore Valeria Valente del Pd.

E’ l’epilogo giudiziario dello scandalo dei candidati inseriti a loro insaputa nella lista ‘Napoli Vale’ per le elezioni comunali a Napoli del 2016, dove Valeria Valente si candidò a sindaco arrivando però terza (il sindaco eletto fu poi Luigi de Magistris). Tre persone hanno deciso di patteggiare la pena, e il giudice per le indagini preliminari ha firmato l’accordo raggiunto dalla procura e dalla difesa: un anno è la pena (sospesa) patteggiata da Gennaro Mola; sei mesi ciascuno (pena sospesa) per l’ex consigliere comunale Antonio Borriello e per Aniello Esposito, che è tutt’ora in carica come consigliere comunale del Pd. Renato Vardaro, stretto collaboratore di Mola, ha invece optato per il rito abbreviato, formula che prevede lo sconto di un terzo della pena: è stato condannato a dieci mesi (pena sospesa), accompagnati dalla sospensione per dieci mesi dal diritto elettorale e dai pubblici uffici.

Al processo contro Vardaro si erano costituti parte civile alcuni cittadini che avevano visto i loro nomi inseriti a propria insaputa nelle liste. La costituzione di parte civile non c’è stata nei confronti di chi ha patteggiato, perché il patteggiamento esclude tale procedura. All’inchiesta è sempre rimasta estranea Valeria Valente.

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venerdì, 30 novembre 2018 - 14:38
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