Ruby, l’avvocato rompe il segreto professionale: «Fu pagata milioni da Berlusconi per tacere. Oggi parlo per dovere etico»


Venire meno all’obbligo del segreto professionale, che impone al silenzio, in nome del «dovere etico e morale». Raccontare, dunque, i segreti del proprio assistito in nome della verità.

E’ una scelta clamorosa e destinata a far discutere quella dell’avvocato Egidio Verzini del foro di Verona, che 7 anni fa fu l’avvocato di Ruby, nome vero all’anagrafe Karima el- Mahroug, l’allora minorenne diventata fonte di guai per Silvio Berlusconi. A raccogliere le volontà di Verzini è l’Ansa, che rivela anche alcuni degli aspetti inediti della storia processuale di Ruby riferiti proprio dal legale. Nel 2011 la ragazza ha ricevuto da Silvio Berlusconi «un pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Antigua Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico» e in particolare 2 milioni «sono stati dati a Luca Risso», ex compagno, e 3 «sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente di Ruby».

L’avvocato smise di rappresentare Ruby nell’estate del 2011 perché, disse, era «venuto meno il rapporto di fiducia» con la sua assistita. Un paio di anni dopo raccontò che Ruby voleva “costituirsi parte civile” ma che c’erano «stati degli interventi esterni». In altre occasioni rilasciò dichiarazioni alla stampa e venne sentito dai pm nel caso Ruby ter per il quale Berlusconi è a processo, assieme ad altri 27 imputati, per corruzione in atti giudiziari. «Dopo lunga ed attenta valutazione – scrive in una nota l’avvocato – reputo mio dovere etico e morale rendere pubblico ciò che si e’ realmente verificato nella vicenda Ruby, perciò ho deciso autonomamente di rinunciare all’obbligo del segreto professionale assumendomi ogni responsabilità». La “operazione Ruby”, sostiene, fu «interamente diretta dall’Avv. Ghedini con la collaborazione di Luca Risso (messo al fianco di Ruby per controllarla), prevedeva in origine il pagamento» di «7 milioni di euro, di cui 1 milione per me ed 1 milione per la persona incaricata da Ghedini di accompagnarmi nell’operazione». Dopo aver «analizzato la situazione», aggiunge, “«ho proposto una linea difensiva diversa (legale e non illegale) che prevedeva la costituzione di parte civile nei confronti di Emilio Fede e, al momento del pagamento, conseguente rinuncia, proposta che Ruby aveva condiviso ed accettato.

La mia proposta – spiega ancora – è stata rigettata da Ghedini-Risso, pertanto non ho proseguito nell’operazione come da loro prospettata, in quanto il rischio professionale e personale per me era altissimo». Verzini afferma che Ruby, poi, «ha ricevuto un pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Antigua Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico nella località di Playa del Carmen, di cui però non conosco il nome». I soldi arrivati in Messico, secondo il legale, sono stati suddivisi: «2 milioni di euro sono stati dati a Luca Risso, il quale ha acquistato il ristorante Sofia a Playa del Carmen, una villa a Playa del Carmen e un terreno edificabile sull’isola di Cozumel (tutto ciò è di proprietà esclusiva di Risso, Ruby non c’entra nulla); 3 milioni di euro sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente di Ruby». Berlusconi, conclude il legale, «era a conoscenza sin dall’inizio della minore eta’ di Ruby, motivo per cui ha elargito il denaro».

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martedì, 4 dicembre 2018 - 17:26
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