Inchiesta sui clan a Castellammare, Greco faccia a faccia con la vedova del boss D’Alessandro e col ras Afeltra

di Federico Felici

Faccia a faccia con Teresa Martone, la vedova del boss di Castellammare Michele D’Alessandro. Faccia a faccia anche col ras Raffaele Afeltra. Tutte le volte per parlare di estorsioni. Per ‘trattare’. Nel suo interesse o nell’interesse di qualche imprenditore finito nel mirino della cosca.

Adolfo Greco, 68 anni compiuti lo scorso 20 aprile, viene intercettato in diverse occasioni mentre siede al cospetto di esponenti apicali della criminalità organizzata. E in tutte le occasioni i contenuti dei colloqui sono chiari. Si parla di tangenti. E di tangenti l’uomo parla anche a casa, sfogandosi con la propria consorte, alla quale affida i suoi segreti, la sua rabbia, la difficoltà nel destreggiarsi con i criminali coi quali ha scelto di scendere a patti, di stringere compromessi anziché rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare.

E’ tutto scritto lì, nero su bianco, nell’ordinanza di custodia cautelare, a firma del giudice per le indagini preliminari Perrella, del Tribunale di Napoli spiccata a corollario dell’inchiesta battezzata ‘Olimpo’. Un’inchiesta che ha portato non solo all’arresto in carcere del noto e facoltoso imprenditore stabiese, ma che ha visto scattare l’arresto anche per diversi esponenti della criminalità organizzata tra Castellammare, Gragnano e Pimonte. In cella è finito Raffaele Afeltra, meglio noto all’anagrafe della camorra, come ‘o borraccione, storico fondatore e leader dell’omonimo clan operante da oltre un ventennio nei territori di Agerola e Pimonte. Afeltra ha sulle spalle una condanna definitiva per associazione di stampo mafioso che ha terminato di scontare, tornando in libertà, il 6 febbraio del 2014. Proprio un anno dopo viene intercettato mentre parla con Greco dell’estorsione imposta a un imprenditore caseario della zona.

Carcere anche per Nicola Esposito detto ‘o mostro, storico affiliato al clan Cesarano, del quale è stato anche reggente fino al luglio del 2014 quando è stato arrestato non è più uscito. Ha una sfilza di condanne, anche definitive, per associazione di stampo mafioso, armi, estorsioni. Carcere anche per Luigi Di Martino detto ‘o profeta, pure lui storico affiliato ai Cesarano, e subentrato a Nicola Esposito nella reggenza della cosca proprio nel luglio del 2014. Anche lui conta diverse condanne per estorsione.

E’ stata invece sottoposta ai domiciliari Teresa Martone per via del suo stato di incensuratezza e per l’età avanzata: la donna ha 72 anni. (Leggi le ultime news sul sito e Per leggere gli altri servizi pubblicati sul sito basta cercare nella sezione ‘Cronaca’ e domani sul quotidiano digitale, accessibile solo su abbonamento, gli approfondimenti dell’inchiesta)

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mercoledì, 5 dicembre 2018 - 22:03
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