Migranti, il sindaco grillino Nogarin che odia il pacchetto sicurezza: «La legge va rispettata, anche se non ci piace»

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin
di Laura Nazzari

Quando a giugno esplose il caso dell’Aquarius, la ong di ‘Sos Mediterranee’ che Matteo Salvini tenne lontano dai porti italiani inaugurando la sua rigida politica di contrasto agli sbarchi dei migranti tratti in salvo in mare aperto, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin affidò a Facebook un pensiero simile a quello espresso, nelle stesse ore, da numerosi sindaci di sinistra: si disse disposto ad aprire il porto di Livorno per far sbarcare i migranti dell’Aquarius. Il post sparì pochi minuti dopo. E non perché Nogarin non pensasse ciò che aveva scritto. Nogarin è espressione del Movimento Cinque Stelle e i grillini siedono al Governo insieme alla Lega. Il primo cittadino fu, in pratica, costretto al silenzio per questioni di opportunità. Tuttavia quelle poche righe sono state sufficienti a svelare il pensiero di un sindaco grillino nei confronti del ‘pacchetto sicurezza’, diventato legge, che prevede norme assai stringenti per gli immigrati irregolari.

Ecco perché oggi l’intervento di Nogarin sul caso della Sea Watch e sulla ‘rivolta’ guidata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando contro la norma che vieta il conferimento della cittadinanza a chi ha il permesso di soggiorno diventa centrale ai fini della lettura dell’assai caldo clima politico che sta attraversando questo gelido inizio del 2019. «Il decreto sicurezza è tutt’altro che una buona legge», esordire subito Nogarin, senza il timore di inimicarsi i vertici del Movimento che sul decreto sicurezza sono dovuti scendere a patti col Carroccio. «Ci sono aspetti che non mi convincono da un punto di vista politico ed etico e altri che ritengo siano difficilmente applicabili da un punto di vista amministrativo», precisa. Eppure, nonostante queste osservazioni, Nogarin non si accoderà ad Orlando, a Luigi De Magistris (sindaco di Napoli) e ad altri primi cittadini nel boicottare la norma che vieta la cittadinanza. E non per rispettare un ordine di scuderia a causa del quale già a giugno dovette censurarsi per evitare un incidente diplomatico tra Lega e Cinque Stelle. Nogarin ne fa una questione di rispetto delle Leggi. «Una cosa è certa: noi siamo abituati a rispettare le leggi, quindi non chiederò ai miei dirigenti di ignorarle», spiega. Una posizione che è in netto contrasto con quella di aperta sfida a Salvini sulla quale da stamattina si è assestato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il quale, pur non avendo i poteri necessari, si è detto pronto ad accogliere i migranti della Sea Watch («Se si avvicinano guiderò la missione di salvataggio») arrivando ad alzare i toni dello scontro («Se Salvini prova solo a pensare di inviare militari contro sindaci avrà risposta adeguata che se la ricorderà tutta la vita»). 

Poi Nogarin aggiunge: «Se questa norma dovesse essere giudicata incostituzionale – aggiunge Nogarin in una nota -, ne prenderò atto, ma fino a quel momento, in quanto rappresentante di un’istituzione, è mio dovere applicarla». Il sindaco ricorda che a Livorno «è emerso che i potenziali problemi saranno fortunatamente circoscritti a una decina di persone». «Non lasceremo che finiscano su una strada – informa – e stiamo studiando il modo per garantire loro un’assistenza minima, al pari delle persone che vivono in condizione di difficoltà sul nostro territorio».

giovedì, 3 gennaio 2019 - 16:29
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