Castellammare, c’è aria di rimpasto:
i tre esponenti di giunta che rischiano
il benservito dal sindaco Cimmino

Il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino
di Daniele Di Martino

Il brindisi in piazza, gli ultimi eventi natalizi e l’occhio vigile sulle indiscrezioni dell’inchiesta Olimpo. Anno nuovo, vita nuova per l’amministrazione di Gaetano Cimmino. A Castellammare di Stabia (in provincia di Napoli), nei corridoi di palazzo di città, si respira aria di cambiamento. E non perché Cimmino ritenga che la sua amministrazione amministrativa meriti un cambio di passo, ma perché dare un segnale in questo momento potrebbe dare un’immagine diversa della compagine amministrativa. Con l’opposizione che ha subito incalzato il piede sull’acceleratore, serve una veste nuova, se poi coincide anche con le esigenze politiche della maggioranza, meglio ancora.

Aria di rimpasto
C’è chi giura su tempi strettissimi su un mini-rimpasto a Palazzo Farnese. Nei corridoi del Comune si continua a sussurrare una verifica politica subito dopo l’Epifania. Gaetano Cimmino ci sta pensando eccome, anzi avrebbe anche le idee piuttosto chiare, così come le hanno anche i consiglieri del suo gruppo consiliare “Cimmino Sindaco”. In ogni caso l’idea di un rimpasto non dispiace al resto della maggioranza, ma bisogna chiarire i criteri e le modalità. Sia chiaro una cosa: si inizierà ora a parlare di cambi in giunta, anche se il processo di rinnovamento della squadra di governo cittadina potrebbe concludersi addirittura in primavera inoltrata. Tutto come da cronoprogramma stilato dal sindaco in campagna elettorale, quando annunciò verifiche semestrali sull’operato degli assessori.

Tre cambi: chi rischia il benservito
Le pagelle delle maggioranza, al momento, boccerebbero tre assessori. Il valzer di nomine dovrebbe dare il benservito a Diana Carosella, professoressa del Liceo Scientifico che Cimmino ha scelto per l’Istruzione. Secondo la maggioranza dei partiti e delle civiche di centrodestra la prova non è stata sufficiente. Poco spirito di iniziativa, poca presenza a Palazzo Farnese, poco coinvolgimento dei consiglieri comunali nelle scelte politiche. Resta in bilico anche il vicesindaco e assessore alla cultura Lello Radice. Non è chiaro se finirà fuori dalla giunta o meno, ma c’è più di un fedelissimo del sindaco che ritiene di dover far occupare la poltrona di numero due a un politico più esperto. Del resto Radice è una attore di successo soltanto prestato alla “politica”. In ogni caso, in alternativa, per lui ci sarebbe un altro incarico prestigioso sempre nel campo della cultura. In maggioranza qualcuno storce il naso anche sull’operato di Antonella Esposito, delegata alle politiche sociali. Si tratto comunque di tre tecnici che poco hanno a che fare con le “liturgie” partitiche, anche per questo non sono riusciti a fare breccia nei consiglieri di maggioranza.

Guerra di Forza Italia
In tutto questo continua il tira e molla sull’ultimo seggio di Forza Italia. Il primo dei non eletti Alfonso Lucarelli ha fatto ricorso chiedendo il riconteggio delle schede, avendo riportato un voto in meno rispetto a Rosa Esposito, che siede in consiglio comunale sin dall’insediamento. Prima di Natale si è svolta una seduta presso gli uffici della Prefettura, dove sono state riaperte le urne e sono stati rifatti i conti. Alfonso Lucarelli avrebbe recuperato una preferenza non assegnata, arrivando a pari voti. Ma passerebbe sempre Rosa Esposito per la sua posizione in lista. Lucarelli poi ha contestato un voto disgiunto della consigliera di Forza Italia, ritendo così di scavalcare la Esposito e guadagnare lo scranno in consiglio comunale. Ma c’è un problema: il ricorso di Lucarelli è stato fatto solo sui voti mancanti e non su quelli della diretta concorrente. Quindi si preannuncia un flop. Tanto rumore per nulla, rischiando soltanto di minare i rapporti all’interno di Forza Italia.

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sabato, 5 gennaio 2019 - 13:17
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