Castellammare, inchiesta sull’ex Cirio: gli atti passano ai pm di Torre Annunziata, scema (per ora) la pista dei clan

di Laura Nazzari

L’area ex Cirio e la sua riqualificazione, che non arriva mai. E poi i rapporti, stretti, tra l’imprenditore Adolfo Greco (tra i proprietari dell’area) e alcuni politici, locali e nazionali, grazie ai quali quella riconversione della fabbrica dismessa sarebbe stata possibile.
Da oggi in poi su questo ‘capitolo’ affaristico emerso dagli atti dell’inchiesta ‘Olimpo’, che il 5 dicembre scorso ha portato in carcere Adolfo Greco perché l’uomo faceva da mediatore tra alcuni clan e le vittime di estorsione, indagherà la procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il pubblico ministero antimafia Giuseppe Cimmarotta, titolare dell’indagine madre che ha colpito anche i vertici di quattro diverse cosche della cintura stabiese (i D’Alessandro, i Cesarano, gli Afeltra e i Di Martino), ha infatti trasmesso gli atti relativi all’ex Cirio all’ufficio guidato dal procuratore Alessandro Pennasilico. Il passaggio di consegne lascia intendere che al momento non sono emersi elementi certi su un’ingerenza della criminalità organizzata nell’affare, benché alcune intercettazioni tra Adolfo Greco e  il malavitoso Michele Carolei, fratello del boss del clan Cesarano Paolo, avessero lasciato intendere il contrario. Se, infatti, si fosse ritenuta un’ingerenza della camorra, la competenza a indagata sarebbe spettata alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Dunque, lo scenario sul quale si dovrà fare luce è solo quello di possibili irregolarità sul piano amministrativo, nonché su possibili profili di corruzioni.

Tuttavia non è escluso che le nuove indagini della procura di Torre Annunziata possano rintracciare elementi che riportino in vita la pista della camorra, ma se ciò accadesse il fascicolo dovrebbe tornare alla Dda. Il che comporterebbe un allungamento dei tempi giudiziari.

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martedì, 8 gennaio 2019 - 11:24
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