Sea Watch, lo strappo tra Conte e Salvini:
il caso migranti divide Lega e grillini
E il vicensindaco di Napoli arriva a Malta

di Laura Nazzari

«C’è un limite al rigore». L’altra sera, dal salotto di Porta a Porta, il premier Giuseppe Conte ha ufficialmente aperto una ‘crisi’ all’interno del Governo. Le navi umanitarie Sea Watch e Sea Eyes sono ancora in mare: in particolare sono trascorsi 19 giorni dal salvataggio dei migranti (uomini, donne e tre bambini) ad opera della Sea Watch e da allora alla ong tedesca è stato negato da tutti i paesi dell’Unione europea il via libera all’attracco. Malta ha solo acconsentito a far avvicinare l’imbarcazione per via del mare mosso e delle condizioni meteo proibitive dei giorni scorsi, ma non vuole aprire il porto benché la Sea Watch sia in acque ‘maltesi’. E l’Italia? Il ministro dell’Interno Matteo Salvini intona da settimane il suo no pasaran ai 49 migranti che sono a bordo delle due navi, ma alla sua linea di rigore, adesso, cominciano a tirare il freno anche i grillini e il premier Giuseppe Conte. Già nei giorni scorsi, con un post sui social, Luigi Di Maio disse che il Governo era pronto ad accogliere le donne e i bambini, aggiungendo che l’Italia era pronta a dare una lezione all’Europa e promettendo che il Paese si sarebbe poi messo in contatto con gli Stati membri e preteso il rispetto della divisione del flusso dei migranti.

Ma in Italia nessuno è arrivato. Perché Salvini non intende arretrare di un millimetro, nonostante il mal di pancia dei cittadini verso questa linea di totale chiusura stia crescendo. A Palermo e a Napoli, dove i sindaci Leoluca Orlando e Luigi De Magistris hanno già dichiarato guerra alla norma del decreto di sicurezza che vieta l’iscrizione all’anagrafe dei cittadini con permesso di soggiorno, ci sono state pacifiche manifestazioni di protesta contro Salvini e le misure contro i migranti. Ci sono state manifestazioni di protesta contro il divieto allo sbarco imposto dal ministro dell’Interno. De Magistris, poi, cavalcano il momento ha lanciato anche una sorta di petizione pro-migranti sul sito del Comune e il risultato è stato quello di un’adesione massiccia.

Il braccio di ferro del leader del Carroccio inizia a mietere malcontento. Anche nelle fila dei grillini. E pure il premier Conte sembra non poterne più. Ospite di Porta a Porta, Conte ha provato a spiegare che questo «è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare», sottolineando che l’intervento dell’Italia per mettere fine a questa insostenibile situazione non significherebbe, proprio per via della sua eccezionalità, «tradire la linea di coerenza del governo». «Se marchiamo nel segno dell’eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza», ha ribadito Conte. Ma Salvini non è dello stesso avviso e nei minuti in cui Conte indicava la strada di un’apertura ai migranti, il ministro dell’Interno l sconfessava con una diretta Facebook. «Non ci sarà mai l’ok mio o di un ministro della Lega a ulteriori strappi. Malta con la complicità di altri paesi europei, Germania e Olanda, tiene a poche miglia dalla costa un barcone con 49 migranti a bordo, chi se ne deve fare carico? L’Italia no, con il mio ok no, con la mia complicità no». A fronte di queste osservazioni, Conte ha poi dovuto rifugiarsi con una battuta: «Vuol dire che non li faremo sbarcare, li prenderò sull’areo e li porterò».

La tensione è evidente. E a Napoli c’è un sindaco che la sta cavalcando in vista di una possibile discesa in campo alle Europee o, laddove il Governo dovesse cadere, in vista delle Politiche. Luigi de Magistris si è posto come l’anti-Salvini sul tema migranti, è diventato il portabandiera dei valori di «umanità e di accoglienza» che pure sono espressi dal Pd, ma con la differenza che il Pd non gode più – e da un pezzo – di appeal. De Magistris invece è a livello nazionale una figura politica ancora ‘vergine’: ed è proprio su questo aspetto che il sindaco di Napoli sta lavorando per cercare di attirare quanti più consensi fuori dalla sua Napoli, dove invece il matrimonio con i cittadini è entrato in crisi da un pezzo a causa dei troppi guasti della città. E, allora, ecco che un giorno sì e l’altro pure, de Magistris lancia accuse a Salvini di disumanità e proclami di essere pronti ad intervenire per salvare i migranti.

Pochi giorni fa diceva di avere a disposizione 20 imbarcazioni, invitava la Sea Watch a raggiungere Napoli e si diceva pronto a salvarli qualora avessero raggiunto le acque partenopee. Ieri invece ha spiegato che le imbarcazioni sono 400 (poche ore più tardi il vicesindaco Enrico Panini dirà che le navi sono oltre 500 più 15 yacht messi a disposizione da una signora) e che intende muoverle in acque internazionali per raggiungere la Sea Watch. Propaganda, accusano i suoi avversari politici. Lui, però, non se ne cura e tira dritto. Il vicesindaco Panini è stato spedito a Malta per provare a contattare il sindaco de La Valletta e per incontrare il comandante della Sea Watch al quale portare la solidarietà dell’amministrazione comunale partenopea. (AGGIORNAMENTI | Leggi il servizio sull’accordo raggiunto: i migranti sbarcano a Malta, saranno accolti da 8 Paesi tra i quali l’Italia).

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mercoledì, 9 gennaio 2019 - 11:12
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