Favori sessuali in cambio di pratiche edilizie: bufera al Comune di Castel Volturno, eseguiti sei arresti


C’era chi pagava sotto banco, e chi invece offriva prestazioni sessuali come contropartita del piacere che avrebbe ricevuto.

Bufera giudiziaria al Comune di Castel Volturno, travolto questa mattina dall’arresto di sei persone, tra le quali quattro dipendenti del Municipio, un tecnico esterno e un dirigente dell’Imat, istituto di navigazione del Villaggio Coppola. Le misure cautelari sono stati emesse dal giudice per le indagini preliminari Alessandra Grammatica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere all’esito delle indagini condotte dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone e coordinate dalla procura sammaritana guidata dal procuratore Maria Antonietta Troncone. Tra gli arrestati ci sono il dirigente dell’Utc del Comune di Castel Volturno, Carmine Noviello e il dipendente Antonio Di Bona, il primo ritenuto figura centrale di un “consolidato sistema corruttivo” che per anni avrebbe caratterizzato la prassi amministrativa del comune del litorale domizio, noto soprattutto per il degrado socio-ambientale legato alla presenza di almeno 15mila immigrati clandestini.

Le indagini (affidate ai pubblici ministeri Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano) hanno preso il via nel 2016 a seguito della denuncia di un cittadino che aveva chiesto un’autorizzazione sismica per un complesso residenziale. Noviello e Di Bona, finiti in carcere, avrebbero ottenuto negli anni, in modo sistematico, soldi e favori per rilasciare atti e permessi; gli inquirenti hanno intercettato i due in ufficio, scoprendo che in qualche circostanza, Di Bona in particolare, si è fatto pagare con rapporti sessuali, consumati anche in Comune, da persone che chiedevano il suo intervento per vicende edilizie.

Per alimentare il sistema, Noviello e Di Bona si sarebbero serviti o del professionista privato, in passato consulente dell’Utc, Giuseppe Verazzo, finito in cella. Complici di Noviello – secondo l’impostazione accusatoria – anche i vigili urbani, ovvero il Comandante della Municipale Luigi Cassandra e il maresciallo Francesco Morrone, condotti ai domiciliari con il tecnico comunale Giuseppe Russo. I due caschi bianchi avrebbero omesso di procedere ai sequestri quando emergevano illegittimità edilizie, inviando false comunicazioni all’autorità giudiziaria; non rispondono pero’ di corruzione, ma solo di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Il gip Grammatica ha disposto inoltre il divieto di dimora per Rosario Trapanese, dirigente dell’Imat (Italian Maritime Academy Technologies), l’accademia di formazione del personale marittimo ritenuta all’avanguardia in Europa, ubicata al Grand Hotel Pinetamare; nel giugno scorso si concluse con successo all’Imat il primo test italiano “real training” per ufficiali di coperta e macchina. Nel mirino degli inquirenti è finita la costruzione di un simulatore – sequestrato nell’aprile 2017 – avente la forma di nave da crociera, che avrebbe occupato una volumetria superiore a quella consentita dagli strumenti urbanistici. La Procura ipotizza che Trapanese non avrebbe pagato neanche pagato gli oneri concessori di oltre 150mila euro, dando in cambio a Noviello stufe per l’ufficio comunale, prodotti ittici, ed interessandosi del viaggio di nozze in crociera della figlia di Noviello. Quest’ultimo avrebbe poi ricevuto un pagamento di 30mila euro dal proprietario di un immobile, l’American Palace, una volta degradato ritrovo di pusher e consumatori di droga, che voleva ottenerne l’agibilità.

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venerdì, 11 gennaio 2019 - 13:44
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