Il boss Zagaria chiede 100mila euro alla Rai: “la fiction sulla mia cattura ha leso la mia immagine”

Zagaria
Il boss Michele Zagaria
di Manuela Galletta

Un boss di camorra, uno di quelli che ha ordinato centinaia di omicidi e che centinaia di concittadini ha avvelenato seppellendo sotto i loro i piedi, sotto la loro terra, montagne di rifiuti tossici, che si dice «profondamente offeso e disgustato» da una fiction televisiva su un pezzo della sua storia criminale. E che, per tutelare la propria immagine da «falsità e inesattezze» contenute nella serie tv, chiede adesso un risarcimento danni. Da devolvere in beneficenza.

E’ il dietro le quinte, paradossale e difficile da credere, di “Sotto Copertura 2 – La cattura di Zagaria”, andata in onda per quattro lunedì di seguito su Rai 1 con risultati definiti “eccellenti” dal direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta. Il boss ‘risentito’ è Michele Zagaria, il ‘re del cemento’ che nasce come autista del padrino Ammaturo e che finisce col diventare il capo dei Casalesi. Quel boss che viene arrestato nel 2011 a Casapesenna, la sua città, il suo regno, dopo sedici anni di latitanza. A fiction terminata, ‘capastorta’ – questo il soprannome di Zagaria – ha dato mandato ai suoi avvocati di procedere contro la Rai perché – dice – nella fiction che ripercorre le fasi salienti della sua cattura sono narrate «inesattezze e falsità» che hanno persino turbato la sua persona e leso la sua immagine. In particolare a toccare la suscettibilità di Zagaria – si legge in una nota dell’avvocato Barbara Lettieri (dello studio legale Sartoris Lettieri di Cuneo) – è la scena che «dipinge Zagaria come un uomo attratto sessualmente dalla giovane della famiglia che lo ha ospitato». L’episodio, sottolinea il legale di Zagaria, «non è assolutamente realistico». Ed è quello che «ha profondamente offeso e disgustato» il malavitoso. Ecco perché oggi Zagaria – detenuto in regime di carcere duro nel penitenziario di Opera a Milano, chiede i danni. Danni di immagine. L’immagine di un’anima nera che s’è cibata di centinaia di morti ammazzati. Che è sporca della vergogna di aver trasformato parte del Casertano e dei comuni napoletani immediatamente vicini nella ‘Terra dei fuochi’, una bomba di rifiuti tossici sulla quale sono state costruite case, scuole, chiese. Una bomba che avvelena i polmoni, le ossa. Che uccide. Uccide grandi e bambini. Ecco, quell’immagine – dice Zagaria – è stata sporcata da una fiction. Una fiction il cui obiettivo era ricordare «la quotidianità dell’impegno delle forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità organizzata». Il padrino chiede 100mila euro. Da devolvere – paradosso dei paradossi – in beneficenza.

giovedì, 9 novembre 2017 - 23:52
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