Caos Pd, Renzi impone il voto: corsa alle urne per il congresso Annullato il rinvio disposto
dal vicesegretario Martina

di Manuela Galletta

Si vota. Anzi, no: si rinvia. No, contrordine: le urne vanno aperte e la competizione per la nomina di segretario provinciale del partito procederà come da calendario.

In meno di 24 ore nel Pd di Napoli succede di tutto e non succede niente. Succede che Nicola Oddati, uno dei tre candidati alla guida dei dem partenopei (gli altri sono Massimo Costa e Tommaso Ederoclite), spara ad alzo zero – o almeno ci prova – contro i big nazionali della sua ‘casa’ nel tentativo di ottenere un rinvio delle votazioni per il segretario e per qualche ora si gongola di averla spuntata: sabato mattina l’uomo che il Governatore Vincenzo De Luca ha schierato in campo in rappresentanza della corrente degli ex Ds convoca in tutta fretta una conferenza stampa per ribadire l’esistenza di “gravi e numerose irregolarità” nel tesseramento della platea degli iscritti che dovrà votare (scenario tracciato con tanto di numeri lunedì scorso in un altro incontro con la stampa) e per avvisare lo stato maggiore del Pd, Matteo Renzi su tutti, di essere pronto a trascinare il partito in tribunale laddove non si rimettesse mano alle regole del gioco. Tradotto: se non si sanano le irregolarità con una verifica certosina delle iscrizioni ‘sospette’ (e per farlo c’era bisogno di far slittare il congresso di almeno una settimana), Oddati intima al partito di cancellare il suo nome dalle schede utili per il voto pena la denuncia in sede civile per danno all’immagine. La minaccia provocatoria è forte, al punto tale che intorno alle 11 di sabato sera – dunque a poche ore di distanza dall’apertura delle urne per designare i delegati che il 19 novembre voteranno il segretario provinciale del Pd – Alberto Losacco decide di tirare il freno. Il deputato barese inviato da Renzi a Napoli come garante del Congresso – o meglio della faida tra le correnti che sta finendo di dilaniare il già sbrindellato partito partenopeo – comunica che “su indicazione del vicesegretario Maurizio Martina i congressi di circolo previsti per domenica 12 novembre sono rinviati a domenica 19 novembre”. Oddati, che in fondo dalla competizione non vuole uscire pur paventando il ritiro suo e dei suoi sostenitori in caso di persistenza delle irregolarità di centinaia e centinaia di tessere, tira un sospiro di sollievo e canta vittoria con un post su Facebook lungo poche righe: “Il Congresso provinciale è rinviato al 19 novembre. Da subito si comincia a lavorare per un congresso limpido, trasparente, regolare. Ringrazio Renzi e il gruppo dirigente nazionale. Ricostruiamo il PD a Napoli e nell’area metropolitana, insieme”. Si va a dormire così. Tra l’euforia di chi è convinto di aver spuntato una battaglia contro Golia e il nervosismo di chi in pochi giorni aveva allestito alla meno peggio i circoli per consentire la votazione dei delegati.

Domenica arriva in un battito di ciglia. E con essa le polemiche e il solito caos. Gli strali infuocati che da settimane si lanciano le correnti rivali viaggiano sulle bacheche Facebook da una parte all’altra, mentre sullo sfondo alcuni circoli aprono comunque i battenti, perché – dicono – la comunicazione di Losacco non è arrivata a tutti. E’ roba da uscire pazzi. Si va avanti così per ore, sino a quando da Roma piove una comunicazione che squassa e scassa ancor di più ciò che resta degli sgangherati dem in salsa partenopea: si va a votare. Già. Intorno a mezzogiorno il responsabile nazionale dell’organizzazione del Pd, Andrea Rossi, invia una comunicazione al Pd regionale della Campania spiegando che “i congressi per l’elezione degli organismi di circolo e per l’elezione del segretario e dell’assemblea provinciale di Napoli si svolgeranno regolarmente”. Ragione del contrordine: “pur rispettando le motivazioni politiche che hanno indotto il vicesegretario Martina ad assumere la decisione di chiedere il rinvio dei congressi di circolo della federazione provinciale di Napoli, considerato tuttavia che tale comunicazione è pervenuta a poche ore dall’apertura dei seggi, con congressi già convocati; considerato inoltre che le procedure congressuali si sono svolte fino ad ora nel pieno rispetto del regolamento congressuale, si conferma che, salvo eventuali singole deroghe già concesse dalla commissione provinciale per il congresso, i congressi si svolgeranno regolarmente oggi, domenica 12 novembre”. E’ il delirio. I telefoni cellulari della basa napoletana del Pd suonano all’impazzata, le bacheche Facebook vengono usate come cassa di risonanza per radunare le truppe e sollecitare al voto. Il mal di testa è servito. Il caos anche. In 24 ore succede di tutto ma in realtà non succede niente.

domenica, 12 novembre 2017 - 13:04
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