Caos Pd, Renzi distrae la massa: «Voglio Paolo Siani candidato
con noi alle Politiche»

di Manuela Galletta

Matteo Renzi ci riprova: dopo la Sicilia, anche a Napoli prova a usare un’arma di distrazione di massa nella speranza di distogliere l’attenzione mediatica dall’imbarazzante caos che sta squassando la già sgangherata base partenopea del partito.  L’argomento usato per compiere la magia di allontanare i riflettori dal Congresso provinciale finito a stracci in faccia e, se uno dei tre candidati dovesse passare dalle parole ai fatti, probabilmente anche in Tribunale, è di quelli di sicuro appeal: Matteo Renzi rivela, durante la riunione della Direzione, di aver chiesto a Paolo Siani di candidarsi al Parlamento alle prossime Politiche. Un colpo di teatro dalla sicura presa giornalistica. Soprattutto a Napoli. Paolo Siani è il fratello del giornalista Giancarlo ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985 per le sue inchieste; ed è anche l’uomo che da anni guida la Fondazione Polis, ente in prima linea per i familiari delle vittime della criminalità organizzata. Un impegno civile portato avanti, sino ad oggi, senza mai restare imbrigliato nelle maglie della politica. Ecco perché Paolo Siani, nella visione di ‘rinnovamento’ del Pd portata avanti da Renzi, potrebbe essere il nome adatto da spendere per recuperare credibilità, e voti, in una città come Napoli sempre più lontana dal Partito democratico, partito che nell’ultimo decennio non ha saputo esprimere una vera alternativa di governo a Luigi de Magistris e che nelle ultime settimane ha offerto il peggio di sé per via del Congresso provinciale. Fatto sta che per ora sembra davvero prematuro parlare di candidati, considerato che per i dem è prioritaria, in vista delle Politiche, la costruzione di un’ampia, e magari non troppo litigiosa, coalizione allo scopo di non restare schiacciati – il che sarebbe paradossale – dalla legge elettorale che con forza hanno voluto e che favorisce la vittoria di chi riesce a mettere in piedi la rete di alleanza migliore. Né va sottovalutata la ritrosia di Paolo Siani a scendere nell’arena politica: il Pd ha provato a tirarlo per la giacchetta già in occasione delle amministrative a Napoli del 2016, ma lui ha rifiutato il disegno di candidarlo a sindaco della città spiegando di volersi «continuare ad impegnarmi a tempo pieno come pediatra e sul versante della legalità e per il ricordo delle vittime innocenti della criminalità. Voglio continuare a spendermi per dare opportunità ai bambini di Napoli, a tutti i bambini e le bambine, in modo particolare ai tanti che vivono nei quartieri a rischio e che non hanno nel loro Dna la camorra ma un ambiente che ne condiziona fortemente la vita sì, eccome». E, allora, ecco che la sensazione è che il nome di Paolo Siani sia stato usato come un’arma di distrazione di massa. Un’arma per silenziare le polemiche sul voto che da Napoli hanno investito e terremotato la base nazionale, dando ancora una volta l’idea di un partito sempre più allo sbando.

lunedì, 13 novembre 2017 - 19:24
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