Omicidio ai Quartieri Spagnoli, la pista della vendetta dopo un diverbio: caccia a chi ha litigato con la vittima

carabinieri
di Giancarlo Tommasone
Una lite avvenuta poche ore prima dell’omicidio. Una lite per cui adesso si cercano tre persone. Quelle con le quali Gennaro Verrano aveva avuto un diverbio e quelle che hanno aperto il fuoco. E’ la pista battuta dagli investigatori per venire a capo dell’ultimo delitto consumato a Napoli. L’omicidio di Gennaro Verrano, ammazzato venerdì 17 novembre ai Quartieri Spagnoli.
I due killer, giunti in sella ad uno scooter di grossa cilindrata in piazzetta Trinità degli Spagnoli, hanno sparato per ben sei volte; poi si sono dileguati rapidamente. I proiettili hanno colpito il 38enne alle gambe, a un braccio e al petto. Fatale proprio la pallottola che lo ha raggiunto al centro della parte alta del busto. Gennaro Verrano, soccorso e accompagnato all’ospedale Vecchio Pellegrini, è spirato poco dopo nel reparto di Rianimazione. Le indagini sono state fin da subito indirizzate sulla pista della lite. Non si conosce, al momento, il motivo che avrebbe innescato il diverbio; gli investigatori lavorano per scoprire l’identità delle persone con le quali il 38enne era stato visto accompagnarsi poche ore prima del blitz dei killer. Non si esclude che si tratti proprio di quelle con cui Verrano aveva litigato. Importante sarà capire il motivo del contrasto. Al momento non si tralascia però alcuna ipotesi, nemmeno quella legata allo spaccio degli stupefacenti. Il 38enne aveva precedenti per reati contro il patrimonio, lo conoscevano più negli ambienti dei rapinatori, quindi poco, almeno all’apparenza, avrebbe avuto in comune con le dinamiche che regolano gli affari illeciti ai Quartieri Spagnoli. L’uomo è il padre del 18enne Francesco Verrano, attualmente in carcere e ritenuto dagli inquirenti organico della cosiddetta «paranza dei bambini». Nel 2016, quando si trovava recluso per altri motivi presso una struttura minorile di Catania, al giovane fu notificata per ben due volte una ordinanza di custodia cautelare. Sospettato per l’omicidio di Mario Mazzanti avvenuto a maggio del 2015 nella zona delle «Chianche». In entrambi i casi, i legali dell’allora 17enne chiesero ed ottennero l’annullamento della misura in virtù di un rilevato vizio di forma.

sabato, 18 novembre 2017 - 23:32
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