Boss ucciso sul lungomare: «Ammazzato per vendicare la morte di Ciro Abrunzo a Barra»

Rione Salicelle
Il rione Salicelle ad Afragola

Ucciso perchè si era schierato con i nemici della Vanella Grassi ma anche per ciò che era successo tempo prima a Barra. Sono le rivelazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Ambra sul delitto di Gaetano Marino ‘moncherino’: «Il delitto venne deciso do-po l’eclatante agguato ai danni di Ciro Abrunzo e un ulteriore episodio di sangue, il tentato omicidio di Giovanni Esposito, esponente apicale della cosca». Il collaboratore di giustizia (nonchè ex affiliato alla fazione dei sette palazzi degli Abete-Abbinante) ha rivelato così agli inquirenti quello che potrebbe essere il reale movente che ha determinato l’omicidio di quello che all’epoca era il gestore della piazza di spaccio delle case celesti, freddato sul lungomare di Terracina il 23 agosto di cinque anni fa. Il retroscena è emerso da uno dei verbali di interrogatorio confluiti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che due settimane fa ha colpito Arcangelo Abbinante (figlio del boss del Monterosa Guido) e Giuseppe Montanera, accusati dalla Procura antimafia di essere gli esecutori materiali del delitto. Un omicidio eccellente per vendicare col sangue un altro delitto, quello di Ciro Abrunzo ‘o cines avvenuto nel giugno di quell’anno a Barra: Abrunzo oltre che essere nipote di Arcangelo Abete faceva parte del gruppo che aveva forti legami con i ‘secondiglianesi’. Il ras fu ucciso, secondo alcuni collaboratori di giustizia, da un commando sotto la guida della Vanella Grassi.

sabato, 2 dicembre 2017 - 18:38
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