Giustizia, prescrizione ammazza-inchieste Ancora un bilancio in chiaroscuro: processi, Napoli resta tra le città più lente

Aula tribunale
di Manuela Galletta

La prescrizione resta ancora il nodo irrisolto della Giustizia. A livello nazionale, ma soprattutto a livello locale. Napoli, insieme a Venezia, Roma e Torino si conferma, infatti, la città dove la Legge procede a passo lento. Troppo lento. Finendo così con l’incenerire anni di inchieste e di processi, e, in diversi casi, anche di condanne. E l’affaticamento è più evidente nella fase dell’Appello che non in quella del primo grado. E’ la pagina nera che viene fuori sfogliando l’ultima relazione di sintesi sull’amministrazione della Giustizia che il Guardasigilli Andrea Orlando ha depositato quest’oggi alle Camere. Qualche nota di colore, tuttavia, c’è: i procedimenti civili e penali pendenti sono diminuiti. Il calo, sia chiaro, non è vertiginoso. Significa che la strada da percorrere per migliorare il ‘sistema’ e soddisfare la richiesta di giustizia da parte dei cittadini è ancora tutta in salita.

Prescrizione, Napoli ancora maglia nera
I dati a livello nazionale mostrano che la prescrizione conserva una rilevante incidenza sulla sorte dei procedimenti e anzi evidenziano una lieve crescita, più accentuata nel grado di appello, in cui la prescrizione, nel primo semestre 2017, ha inciso per il 25% circa. Le corti d’appello di Venezia, Roma, Napoli e Torino incidono per oltre il 50% sul totale delle definizioni per prescrizione a livello nazionale. Da qui iniziative mirate che consentano di «superare la situazione di preoccupante accumulo di procedimenti risalenti».

Carceri, meno detenuti e più strutture penitenziarie
Gli anni delle polemiche per il sovraffollamento carcerario, e della bruciante sentenza di condanna ai danni dell’Italia da parte della Corte europea di Strasburgo per le problematiche situazioni di vita dei detenuti in istituti penitenziari, sembrano appartenere al passato. A partire dall’8 gennaio del 2013 – giorno del verdetto di Strasburgo – ad oggi, il numero delle persone recluse in prigione ha subito una significativa diminuzione: allora si contavano 65.755 detenuti, mentre alla data del 16 ottobre 2017 i detenuti erano 57.823. Circa 8mila unità in meno. Rispetto, però, al 31 dicembre del 2016, nel giro dell’ultimo anno la platea dei detenuti è sensibilmente aumentata: due anni fa si contavano 54.653. Tuttavia attualmente è aumentata la capienza delle carceri grazie al completamento di nuove strutture (pari a circa 900 posti tra il 1 gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2017).

Processi pendenti, lieve cavo per il civile e il penale 
Passiamo adesso al calo dei procedimenti civili e penali pendenti. Al 30 giugno 2017 il totale nazionale dei fascicoli pendenti è pari a 3.719.284 procedimenti, circa un milione e mezzo in meno rispetto al dato del 2013. I tempi medi di definizione in primo grado, scesi a 992 giorni nell’agosto 2016, hanno avuto un ulteriore calo a 981 giorni. Sul piano penale, invece, nel corso dell’ultimo anno giudiziario, il numero di procedimenti pendenti è diminuito del 4,3%, attestandosi a 3.027.764 procedimenti al 30 giugno 2017.

Processi lunghi, cala il debito legato ai risarcimenti
Oltre ai procedimenti pendenti, si è assottigliato anche il debito ‘Pinto’ legato ai risarcimenti per i processi troppo lunghi. Al primo luglio 2017, il debito “Pinto” ammonta a complessivi 338 milioni di euro, circa 120 milioni in meno su gennaio 2015 (456 milioni): il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, chiamato a vigilare sull’esecuzione delle sentenze della Corte, alla fine del 2017 ha deciso di chiudere 1.747 procedure relative a condanne da parte della Corte di Strasburgo in materia di durata dei processi civili.

martedì, 23 gennaio 2018 - 19:42
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