Torino, dichiarato latitante per errore:
la Corte di Cassazione azzera il processo L’imputato ringrazia, reati prescritti


Fu dichiarato latitante per errore. E adesso il processo al bulgaro Zahariev K.D., 48 anni, condannato nel 2008 dalla Corte d’Appello di Torino a otto anni di carcere dopo un processo in cui era accusato di reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di induzione alla prostituzione, deve essere ripetuto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione accogliendo un ricorso della difesa e specificando che la maggior parte dei reati contestati, commessi «non oltre il marzo 2004», sono ormai caduti in prescrizione.
A carico del bulgaro, durante le indagini, il 7 febbraio 2004 era stato spiccato un ordine di custodia cautelare. Il 26 febbraio successivo venne firmata la dichiarazione di latitanza. Il problema èche l’uomo era stato espulso (e accompagnato alla frontiera) l’11 dicembre 2003. Le ricerche vennero condotte in Italia e non furono estese alla Bulgaria, che all’epoca non era uno Stato dell’Unione Europea. «Appare dunque chiaro – scrivono gli Ermellini – che l’imputato non si e’ mai sottratto volontariamente a una misura cautelare adottata solo successivamente alla sua espulsione». Il 28 gennaio 2016, a sentenza definitiva ormai da sette anni, Zahariev fu estradato dalla Bulgaria. Nei suoi ricorsi affermò che non poteva sapere dell’esistenza del processo di Torino e già il 6 ottobre la Corte d’appello ordinò la scarcerazione dopo aver preso atto che la dichiarazione di latitanza era sbagliata. Un pasticcio.

martedì, 30 gennaio 2018 - 20:17
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