Il sindaco «sfiduciato» per un post su Fb Così Castellammare rivive gli anni Ottanta e il Pd riscopre i golpe «democristiani»

L'ex sindaco di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo
di Giancarlo Maria Palombi

Il dado è tratto, direbbe qualcuno. Anche se la certezza del minigolpe politico in quella che per anni è stata raccontata come la «Stalingrado del Sud» si potrà avere solo alla riapertura dell’ufficio protocollo. A Castellammare di Stabia, città delle acque e orfana di una Dc che per anni l’ha foraggiata, è stato sfiduciato il sindaco. Antonio Pannullo, per gli amici Toni, è durato in carica 18 mesi. Sei in meno del suo predecessore (sempre Partito democratico) Nicola Cuomo. Quattordici consiglieri comunali hanno firmato la sfiducia mettendo fine all’amministrazione. A decidere la chiusura dell’esperienza politica di centrosinistra di Pannullo sono stati gli otto consiglieri di minoranza e sei membri della maggioranza. Un piccolo terremoto politico per i ‘democrat’, le cui conseguenze potrebbero essere presto avvertite anche nelle stanze romane di via del Nazareno. Sullo sfondo una storia consumata sui social (Facebook, nello specifico) e legata a un post pubblicato da un ex assessore. Casimiro Donnarumma, una delega al Bilancio e un’amicizia che lo lega a Pannullo da 30 anni, pubblica sul proprio profilo un post che rilancia la candidatura di Nello Di Nardo tra le fila di Forza Italia alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Una mossa, si mormora, poco gradita dal primo cittadino stabiese. Sta di fatto che poche ore dopo con un decreto in cui si evidenzia il «venire meno del rapporto fiduciario» Donnarumma viene sollevato dall’incarico. «Mi sarei aspettato almeno una telefonata, non mi sono mai esposto pubblicamente per fare pubblicità ad esponenti politici e ci tengo a ricordare di essermi candidato alle amministrative 2016 con la lista Stabia in Progress, a sostegno di Pannullo, allineandomi sin dall’inizio al percorso dell’amministrazione, con garbo e senza mai andare sopra le righe. Tutto questo polverone nasce da uno scherzo che ho effettuato in presenza del sindaco e di altri assessori per ravvivare il clima al termine di una giornata intensa di lavoro» così il commento a caldo dell’ex assessore. E invece, no. Donnarumma perde la delega e 48 ore dopo va in scena la sfiducia. Nelle prossime ore – alla riapertura dell’ufficio protocollo – verranno depositate le firme dei consiglieri che hanno sfiduciato Pannullo e a presentarle, dicono i rumors, sarà proprio l’assessore «epurato». Le firme dei 14 consiglieri che hanno decretato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia sono state apposte davanti a un notaio di Gragnano. Ora parte l’iter per l’assegnazione del commissario prefettizio con l’obiettivo di giungere alle urne già in primavera. Ma la vicenda sembra poter aver ripercussioni anche sul piano politico che va oltre la linea stabiese. Pannullo sostiene la candidatura al Senato, naturalmente nelle fila del Pd, di Franco Manniello. Il presidente della Juve Stabia rappresenterà il Partito Democratico nel collegio che va da Sorrento a Torre del Greco ed è l’unico stabiese inserito tra i candidati alle elezioni del prossimo 4 marzo. Manniello ha goduto sin dall’inizio dell’appoggio del sindaco Antonio Pannullo e del gruppo consiliare dem.

martedì, 6 febbraio 2018 - 10:22
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