Fenomeno baby gang, la mamma di Arturo: «L’impegno civile non piace alla politica» Esclusa dal tavolo in Prefettura

La prefettura

«L’impegno civile non piace alla politica». Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo a margine di un incontro sulle baby gang lancia un’accusa forte alla politica. «Mi sento presa in giro, nel momento in cui ho dimostrato che non ero controllabile da un partito sfilandomi da una richiesta di candidatura sono diventata scomoda e le mie proposte per contrastare il fenomeno della devianza minorile sono cadute nel dimenticatoio».  «La prova è il mancato invito al tavolo della legalità convocato in prefettura. Al primo, quello del 22 dicembre sono stata invitata al secondo no. Posso capire che un tavolo tecnico non richieda la mia presenza ma come cittadina che si è esposta partecipando attivamente alla vita civile allora voglio delle risposte». L’incontro a cui ha partecipato la Iavarone si è tenuto nella scuola Vittorio Veneto di Scampia. Tra gli alunni dell’istituto c’è un ragazzo C.C. che prima di Arturo è stato vittima di una baby gang nella metro di Chiaiano e un altro ora affidato ad una comunità perché tra i responsabili dell’aggressione a Gaetano, il ragazzo di Giugliano.

giovedì, 15 febbraio 2018 - 20:12
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