Ucciso dai calcinacci in Galleria Umberto, l’avvocato Pisani si rivolge al ministro:
«Si riaprano le indagini sui politici»

di Manuela Galletta

Un processo per accertare ruoli e responsabilità nella morte di Salvatore Giordano c’è già, ma l’avvocato che rappresenta la famiglia del 14enne di Marano ucciso dalla caduta di calcinacci dalla Galleria Umberto I di Napoli non è soddisfatto, ché – dice – sul banco degli imputati ci sarebbero dovuti essere anche i pubblici amministratori del Comune di Napoli. L’avvocato Sergio Pisani ci ha provato a sollevare l’attenzione della magistratura sui «gestori del rischio», ma a fronte dell’archiviazione del procedimento – che coinvolgeva anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – ha deciso di alzare il tiro e di rivolgersi al ministro della Giustizia che verrà. «Ho chiesto invano la riapertura delle indagini sui gestori del rischio, cioè su coloro che  avevano l’onere di prevenire che il rischio di crollo di parti della Galleria, di cui da anni il Comune era a conoscenza,  si concretizzasse in eventi di danno – dice l’avvocato Pisani -. Ora mi rivolgo al ministro della Giustizia e alle altre autorità: metterò a loro disposizione i due dvd contenenti tutti gli atti di indagini che consentirebbero di colmare quella che riteniamo essere una seria lacuna di ricostruzione dei ruoli e responsabilità nella tragedia». Dai dvd in questione emerge, spiega l’avvocato Sergio Pisani, che i pubblici amministratori «avevano avuto tutti conoscenza del rischio specifico (non meramente generico) di crolli /distacchi di materiali dalle facciate, dai cornicioni dai fregi degli edifici costituenti il complesso denominato Galleria Umberto I, in conseguenza non solo dei numerosissimi eventi succedutisi negli anni e comunque nei mesi antecedenti al 5.07.2014, con cadenza pressoché mensile ( 22 gennaio, 12 febbraio, 24 marzo, 27 aprile, 12 maggio, 31 maggio 2014, e tali rischi, alcuni mesi prima del tragico evento erano stati anche più volte segnalati dalle  interrogazioni a firma del Consigliere Comunale Moretto, completamente disattese». Non solo: «Emerge dagli atti di indagine con assoluta certezza la conoscenza da parte del Comune di Napoli del rischio che tali distacchi che si stavano susseguendo da anni e negli ultimi mesi addirittura con una cadenza quasi mensile potessero colpire a morte i passanti – incalza l’avvocato Pisani – Vi è prova che nulla è stato fatto per effettuare una verifica delle condizioni generali delle facciate della Galleria, nonostante le numerose segnalazioni di crolli e distacchi provenienti dalle autorità intervenute. Nessun controllo preventivo della sicurezza dell’intera struttura, neanche dopi i crolli che ormai avvenivano con cadenza  mensile,  nessuna preventiva e specifica analisi dei rischi, nonostante la conoscenza diretta del concreto rischio caduta e del conseguente pericolo per i cittadini che affollavano quotidianamente i marciapiedi sottostanti».

venerdì, 23 febbraio 2018 - 13:51
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