Cesaro indagati, il Comune li sfratta: tolta la gestione del Centro sportivo a Portici

di Dario Striano
Indagati, doppiamente morosi e per questo sfrattati.  Il Comune di Portici ha avviato le procedure per rescindere la concessione e la gestione del “Centro Sportivo” comunale alla “Aquilsport”, la ditta di Raffaele ed Aniello Cesaro, fratelli del più noto parlamentare di Forza Italia Luigi ‘a purpett, recentemente raggiunta da una interdittiva antimafia da parte della prefettura di Napoli.
L’interdittiva antimafia
Un provvedimento scattato a seguito della richiesta di informazioni da parte del Comune di Portici, avanzata a maggio 2017 dall’allora commissario prefettizio Roberto Esposito, sulla base delle notizie riguardanti le indagini che hanno coinvolto gli imprenditori, entrambi detenuti per l’accusa di collusione con la camorra nei lavori del Piano di insediamento produttivo di Marano. Interventi dal valore complessivo di circa 40 mila euro.
Il ricorso al Tar
L’atto della prefettura, giunto a inizi mesi di febbraio 2018, è stato però recentemente impugnato dai Cesaro che dinanzi al Tribunale amministrativo regionale della Campania hanno chiesto l’annullamento dell’interdittiva. La decisione è attesa per il prossimo 7 Marzo.
I debiti col Comune
Una nuova tegola dunque per la ditta “Aquilsport”, azienda già morosa nei confronti del Comune di Portici a causa del mancato pagamento di alcuni canoni concessori per la gestione del “Centro Sportivo” cittadino. Canoni concessori pari a 50mila euro, e «risalenti a periodi precedenti a questa consiliatura». Circostanza emersa dopo un accertamento da parte dei funzionari comunali incaricati dal sindaco Cuomo, il giorno dopo il suo insediamento, di verificare se la società stesse rispettando le prescrizioni previste dal contratto di concessione della piscina. Ragione per cui l’ente di via Campitelli «ha da qualche settimana avviato le procedure di rescissione delle gestione della struttura per inadempienze», come spiega il dirigente comunale Corrado Auricchio, incaricato di occuparsi della vicenda.
I debiti 
col Credito Sportivo
Molto più ingente invece la morosità della “Aquilsport” nei confronti del Credito Sportivo. Pari a 852 mila euro. Una questione spinosa che è stata anche oggetto di scontri politici durante la campagna elettorale di giugno 2017 e che potrebbe ripercuotersi sulle già esigue casse dell’ente. Il Comune di Portici infatti risulta il garante della fidejussione di 3 milioni di euro con cui la ditta dei Cesaro accedeva nel 2005 ad un mutuo di 15 anni con l’istituto di credito pubblibo. «Chiaro che la questione potrebbe ripercuotersi sulle casse comunali – ci ha spiegato il dirigente comunale Corrado Auricchio – nel caso in cui la Aquilsport non dovesse sanare i suoi debiti il Comune dovrebbe assumersi l’onere di restituire i soldi. Circa 3 milioni di euro, contratti con un mutuo col Credito Sportivo. Così facendo però l’ente diventerebbe a tutti gli effetti titolare di diritto del bene».
L’altra inchiesta 
sui Cesaro
Riferimenti al centro sportivo di Portici compaiono anche in un’altra indagine, che vede però indagati assieme a Raffaele e Aniello, anche il fratello Luigi e suo figlio Armando Cesaro, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Sul piatto dell’inchiesta che vede indagati i due big di Forza Italia in Campania, c’è la convinzione da parte degli inquirenti che le regionali del 2015 siano state inquinate dal voto di scambio. In cambio di sostegno elettorale per la candidatura del di Cesaro jr alle Regionali, c’è anche l’ipotesi che siano stati regalati due abbonamenti proprio per l’accesso al centro sportivo di Portici.

lunedì, 5 marzo 2018 - 16:45
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