Pomigliano d’Arco, festa per Luigi Di Maio Il leader dei Cinquestelle parla da premier: «Per il Governo devono passare da noi»

Luigi Di Maio

«Sono venuta qui a Pomigliano perché ho cinque figli ed è il momento che qualcuno al Governo pensi anche ai giovani». A parlare è una donna di Sant’Anastasia che poco dopo scompare tra le migliaia di persone arrivate a Pomigliano per salutare Luigi Di Maio.
Vestito grigio, camicia bianca, cravatta bordò e il sorriso stampato sul volto. Il leader del Movimento 5 Stelle ha ricevuto l’abbraccio del suo popolo da leader politico: da guida di un partito che ha strappato il 33 per cento dei consensi in Italia. «Non siamo una forza territoriale – ha detto dal palco di piazza Giovanni Leone – siamo una forza nazionale e siamo inevitabilmente proiettati al governo». Ha parlato a lungo Di Maio, e lo ha fatto con mimica e gestualità tipiche di un capo. Il tempo dei gazebo in piazza Municipio è passato. E’ passato anche il tempo dei comizi all’università e delle riunioni con gli amici del liceo. Luigi Di Maio è partito da Pomigliano d’Arco come un giovane attivista di un movimento nuovo e in cerca di spazio, ed è tornato da Presidente del Consiglio in pectore. «Cinque anni fa quando sono entrato in Parlamento per la prima volta ero timoroso – ha detto – ora abbiamo acquisito l’esperienza giusta e siamo pronti a governare». «Pomigliano ha dato già all’Italia il presidente della Repubblica Giovanni Leone, ora darà all’Italia anche il Presidente del Consiglio». Hanno urlato i suoi concittadini. E Di Maio a Palazzo Chigi ci vuole andare e vuole farlo da protagonista. «Noi siamo aperti al dialogo, ma devono venire a parlare con noi – ha detto il grillino dal palco riferendosi a Salvini e Berlusconi – ora si devono eleggere i presidenti delle Camere. Siamo aperti al dialogo con tutti, ma a tutti dico ‘dovete venire a parlare con noi’ altrimenti è difficile fare qualcosa in questa legislatura». «Ci vogliono far passare per quelli che hanno vinto perché hanno promesso soldi. Vi trattano come miserabili, come gente che vuole soldi, voi siete persone che rivendicano diritti che sono nella nostra Costituzione – ha aggiunto – se i commentatori e gli analisti vogliono passare il tempo a dire che il Movimento 5 stelle vince perché promette il reddito di cittadinanza sbaglieranno ancora una volta e si ritroveranno il Movimento al 35, al 40 alle prossime elezioni, perché è inesorabile questa crescita se non si risolvono le questioni». Dopo aver ringraziato dal palco Grillo e Casaleggio, Di Maio è tornato a parlare del Governo. «Noi non vogliamo forzare la mano, ma rivendichiamo diritto a iniziare a risolvere problemi italiani anche perché siamo stati i primi a presentare una squadra di governo e a indicare un premier. Gli italiani ci hanno dato la fiducia per andare a chiedere che ci affidino il governo». Infine il riferimento alla Terra dei Fuochi. «Ho girato l’Italia – ha concluso – e ogni regione ha la sua Terra dei Fuochi». Di Maio ieri è ripartito da Pomigliano in direzione Roma con un solo obiettivo: governare.

DanGae

mercoledì, 7 marzo 2018 - 00:13
© RIPRODUZIONE RISERVATA