Napoli, condanna di primo grado errata Chiesto il maxi-sconto per Imperiale, il narcos stabiese che custodiva i Van Gogh

I dipinti di Van Gogh rubati ad Amsterdam consegnati dal narcos Raffaele Imperiale alla Dea (foto Kontrolab)
di Manuela Galletta

Quella condanna a 18 anni di reclusione fu il risultato di un errore di calcolo. E per questa ragione va abbattuta, dimezzata. E’ con queste motivazioni che, ieri mattina, il sostituto procuratore generale ha chiesto ai giudici della quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli di rivisitare la pena che in primo grado fu comminata al ‘re’ dei narcos Raffaele Imperiale, l’uomo che ha fatto la fortuna degli Amato-Pagano approvvigionandoli di droga di alta qualità e a prezzi più che competitivi. Nove e quattro mesi di reclusione è la richiesta di condanna che il magistrato inquirente cala sul tavolo. Nove anni e quattro mesi a fronte dei vecchi 18 anni. Uno sconto di pena considerevole, proposto alla luce di una riflessione che censura l’operato del gip del rito abbreviato. A Raffaele Imperiale vennero concesse le attenuanti generiche e quelle previste per chi, come lui, ha consegnato nella Direzione distrettuale antimafia i beni (alcuni per lo meno) provento di soldi sporchi, ma al momento di fare i conti il gip dimenticò di far pesare quelle attenuanti sul calcolo finale della pena. Alla fine de settembre del 2016 Raffaele Imperiale, nato criminalmente parlando ad Amsterdam e cresciuto, affaristicamente, nella ricca Dubai, consentì alla Finanza e alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli (pm Vincenza Marra e Maurizio De Marco) di sequestrare due capolavori di Vang Ghogh, quelli trafugati con un clamoroso colpo nel museo di Amsterdam nel 2002: “La spiaggia di Scheveningen”, del 1882, e “L’uscita dalla chiesa protestante di Nuenen”, del 1884, erano nascosti da anni nell’abitazione stabiese dei genitori del narcos.

La requisitoria del sostituto procuratore generale è poi proseguita con la richiesta di conferma della condanna di primo grado per Carmine Amato, figlio della lady camorra Rosaria Pagano. Tradotto in numeri, il pg ha proposto venti anni di reclusione per Amato, l’uomo che avrebbe mantenuto i contatti con Raffaele Imperiale per l’acquisto dei carichi di droga. Droga che, a sua volta, gli Amato-Pagano avrebbero poi rivenduto a diversi clan del circondario, quelli che, a differenza degli scissionisti, erano sprovvisti di un broker di riferimenti del calibro di Imperiale. Venti anni sono stati chiesti, inoltre, per l’oplontino Vincenzo Scarpa, in stretti rapporti d’affari con Raffaele Imperiale. Lo sconto di pena, invece, è stato proposto per Mario Cerrone, socio in affari di Imperiale: sette anni. Sette anni, un mese e 10 giorni sono stati invece invocati per Mario e Vincenzo Iorio, nonché per Carlo Musto. Otto anni, ancora, sono stati sollecitati per Gaetano Schettino. Si torna in aula a giugno per le arringhe del collegio difensivo, composto dagli avvocati Luigi Senese, Maurizio Frizzi, Giovanni Ricco, Salvatore Irlando e Massimo Caiano.

mercoledì, 18 aprile 2018 - 08:00
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