Palazzo crollato a Rampa Nunziante
Lo sfogo del sindaco di Torre Annunziata: «Sicurezza degli stabili all’anno zero»

di Dario Striano

«Il patrimonio immobiliare della città, soprattutto nel centro storico, presenta non poche criticità ma già da prima del 1980 e del terremoto». Anche il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, ammette che la situazione degli stabili privati nella cittadina oplontina è «fuori controllo». E lo ammette poche ore dopo la notizia riguardante l’avviso di chiusura indagini notificato dalla procura della Repubblica di Torre Annunziata a ben 16 persone. Tecnici, avvocati e privati cittadini indagati a vario titolo per il crollo dello scorso 7 luglio della palazzina di Rampa Nunziante che costò la vita a 8 persone, tra cui 2 bambini. «E’ chiaro che c’è un problema, che è difficile risolvere perché il Comune, sia per legge, sia per assenza di fondi, può fare ben poco. Ma ci muoveremo affinché certe scene non accadano più».

Le iniziative sul rischio crolli a Torre Annunziata 
Scene che hanno fatto il giro del mondo e sono ancora impresse nella memoria dei cittadini torresi anche alla luce dei crolli avvenuti negli ultimi mesi. L’ultimo in ordine temporale, quello di sabato scorso quando a cedere è stato un solaio di un’abitazione nel rione Vallone. Quando una coppia di coniugi si è praticamente salvata per miracolo insieme all’altro nucleo familiare abitante nell’edificio, poi transennato e dichiarato inagibile dai vigili del fuoco in attesa dei controlli sulla staticità e la sicurezza dell’immobile. «Ci sono delle iniziative che a breve verranno avviate sul territorio». Promette il primo cittadino che nelle scorse ore ha già annunciato «l’introduzione del fascicolo del fabbricato» nel prossimo piano urbanistico comunale. Una sorta di “carta di identità” di ogni abitazione privata, dove saranno annotate le informazioni di ogni singolo edificio. Uno strumento secondo il sindaco Ascione in grado non solo di «scongiurare il rischio di lavori abusivi» ma «in grado anche di aiutare l’ufficio tecnico comunale a intercettare cantieri non autorizzati». «Probabilmente con questo libretto informativo la procura avrebbe chiuso ancora prima le indagini».

La promessa: «Saremo parte civile in caso di processo su Rampa Nunziante»
Indagini veloci, velocissime. In appena otto mesi i magistrati oplontini con perizie e consulenze tecniche hanno redatto migliaia di pagine di verbali e messo un punto all’inchiesta. In 16 sono a rischio processo e avranno venti giorni di tempo o per chiedere di essere interrogati dal pubblico ministero o per depositare memorie difensive scritte. «Saremmo pronti – promette il sindaco – a costituirci parte civile già durante la prima udienza preliminare». Cinque gli indagati per omicidio colposo in cooperazione. Gli architetti Massimiliano Bonzani – direttori dei lavori – e Aniello Manzo; l’amministratore di condominio, l’avvocato Roberto Cuomo; l’operaio esecutore delle costruzioni abusive Pasquale Cosenza; e il proprietario Gerardo Velotto. Colui che avrebbe commissionato i lavori al secondo piano. Quelli che, secondo gli inquirenti avrebbero causato il crollo della palazzina di 6 piani.

I finanziamenti per evitare le tragedie
Una struttura imponente che, secondo l’ultima licenza edilizia, doveva essere una semplice villetta biplano e bifamiliare. «Con il fascicolo del fabbricato, casi del genere non potranno accadere più», chiarisce il primo cittadino, oplontino. Il sindaco ha poi annunciato, «anche grazie alla sinergia avviata già da tempo con l’Ordine degli Ingegneri» («a cui è stato concesso un ufficio aperto al pubblico all’ufficio tecnico»), la nascita di sportelli informativi sul territorio per informare i cittadini sulle agevolazioni fiscali “Casa Sicura”, introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. «Incentivi – spiega Ascione – che permettono di detrarre, in cinque anni, fino all’85% spese sostenute per l’adeguamento strutturale dell’immobile. Per un massimo di 96mila euro».

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sabato, 21 Aprile 2018 - 18:32
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