Renzi in tv parla da leader e manda in tilt pezzi del Pd e Di Maio. Il grillino sbotta:
«Il Pd la pagherà. Torniamo a votare»

Matteo Renzi

Il giorno dopo l’intervista televisiva di Matteo Renzi a ‘Che tempo che fa’ accade di tutto. Il Partito democratico (ri)sfoggia a mezzo social le sue divisioni, mostrando (vale per una parte) la mai celata insofferenza verso la personalità del senatore fiorentino che, nonostante tutto, nonostante si sia dimesso dalla carica di segretario, parla ancora da leader dei ‘dem’ e sfida i suoi rivali interni sui numeri a disposizione («Ai Cinque Stelle servono 48 senatori per la fiducia. E su 52 senatori del Pd non ne conosco uno pronto a votare per loro», come dire ‘Stanno tutti con me’). Ma soprattutto accade che Luigi Di Maio, che le ha provate tutte per riuscire ad assicurarsi l’appoggio del Pd per arrivare a Palazzo Chigi, sbatte i piedi a mezzo social e ora, pur di non allearsi con Matteo Salvini e il centrodestra (gli altri vincitori dimezzati delle Politiche), invoca nuove elezioni. Dal suo profilo Facebook Luigi Di Maio, infatti, scrive: «Bisogna tornare al voto il prima possibile.
Tutti parlano di inserire un ballottaggio nella legge elettorale, ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi dico a Salvini, adesso chiediamo insieme di andare a votare, e facciamolo finalmente questo secondo turno a giugno. Visto che i partiti hanno paura del cambiamento. Allora facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione». E poi, innervositosi dalle dichiarazioni di Renzi, lancia fuoco e fiamme all’indirizzo del Pd: «Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa. Altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato. Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un Governo nell’interesse degli italiani. Il pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno». Tutto questo accade mentre le elezioni del Friuli Venezia Giulia restituiscono un quadro di nuova mutazione nei consensi popolari: il Movimento Cinque Stelle, rispetto alle Politiche, crolla al 7,5%; il Pd si assesta sulla linea, problematica, del 18% mentre il centrodestra vola al 57%.

 

lunedì, 30 Aprile 2018 - 15:29
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