Faida di Scampia, confessano altri 6 boss: ‘mea culpa’ sul delitto Montanino-Salierno per scansare la pena dell’ergastolo

Tribunale Giustizia

Duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, anche altri sei esponenti degli scissionisti del clan Di Lauro protagonisti della prima faida di Scampia-Secondigliano alzano la mano e recitano la formula dell’ammissione dell’addebito. E’ accaduto questa mattina in occasione della prima udienza del processo dinanzi ai giudici della seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli: il ‘mea culpa’ è stato recitato da Roberto Manganiello, Antonio Della Corte e Angelo Marino (tutti presenti in aula), nonché da Francesco Barone, Rito Calzone e Gennaro Mauriello (collegati in video-conferenza). Hanno preso la parola anche gli imputati che ammisero l’addebito già in primo grado, ribadendo la propria posizione: Arcangelo Abete, Gennaro Marino, Ciro Mauriello, Enzo Notturno, Carmine Pagano classe 1984 e dal boss Cesare Pagano. Con l’ammissione dell’addebito gli imputati sperano, almeno in questa fase processuale, di riuscire a scansare la condanna all’ergastolo che invece si abbatté su di loro all’esito del processo di primo grado. Non hanno invece ammesso gli addebiti i fratelli Antonio e Guido Abbinante. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Saverio Senese, Luigi Senese, Luigi Ferro, Carlo Ercolino, Domenico Dello Iacono, Mauro Valentino e Giuseppe Ricciulli.
L’omicidio di Fulvio Montanino (fedelissimo dell’allora giovane capo Cosimo Di Lauro) e di Claudio Salierno aprì di fatto la faida tra i Di Lauro e l’ala ribelle guidata dagli Amato-Pagano.

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venerdì, 4 maggio 2018 - 18:32
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