Turista stuprata, le ragioni della scelta di non pubblicare online i nomi delle cinque persone arrestate

Giustizia

Perché non fate i nomi degli arrestati per lo stupro della turista in penisola sorrentina, ci avete chiesto. E visto che di domande simili ce ne sono arrivate numerose, riteniamo doveroso spiegare la scelta intrapresa. Questo per evitare che si crei nel nostro lettore l’errato convincimento che si voglia in qualche modo tutelare chi commette reato. Non è ovviamente così. Lo scopo di chi fa informazione è denunciare illegalità, situazioni che danneggiano i cittadini, e ovviamente anche chi commette illeciti.
Tuttavia gli operatori dell’informazione, soprattutto quelli che si muovono sul delicatissimo campo dell’online, hanno l’obbligo – nei confronti di tutti i cittadini – di non sottovalutare le devastanti conseguenze di una notizia che ha una facilità di circolazione impressionante e soprattutto di una notizia che non muore mai. Vedete, il giornale di carta ha una vita limitata: dura lo spazio di un giorno, poi viene cestinato per fare spazio al numero successivo. Una notizia online resta sui motori di ricerca per sempre, a meno che – ma si tratta di operazioni complesse – non venga rimossa. Ora, immaginate che nel caso dei cinque arrestati per lo stupro ci sia stato, in buona fede, un errore. Immaginate che tra un anno uno di questi ragazzi venga assolto. Immaginate che non si riesca tra un anno a seguire la notizia – nessun giornalista ha l’obbligo di seguire tutto l’arco processuale di un evento – e che, dunque, dell’assoluzione non venga dato conto. Cosa accadrebbe? Accadrebbe che sui motori di ricerca resterà sempre e solo traccia dell’ipotesi di reato contestata dalla procura. Il danno è incalcolabile: ci sono ad esempio aziende che compiono ricerche su Internet circa la vostra persona e vi escludono da posizioni lavorative aperte se si imbattono in notizie di cronaca che vi riguardano, o comunque ve ne chiedono conto. Immaginate, adesso, che al posto di uno di questi arrestati ci foste voi. Siamo certi che non vorreste vedere il vostro nome in eterno sui siti di informazione senza sapere se ci sarà la stessa attenzione mediatica al momento dell’assoluzione o di una scarcerazione. E l’imperativo morale di non sfruttare un nome e un cognome di un cittadino per un clic o un like in più diventa più forte quando i protagonisti di storie complicate sono cittadini comuni e non sono criminali incalliti o personaggi istituzionali demandati a gestire la cosa pubblica e quindi chiamati sempre a rendere conto alla collettività del loro operato (rispetto a questi ultimi due casi si compiono altre valutazioni, così come valutazioni diverse vanno compiute rispetto a fatti di criminalità organizzata). E’ per questa ragione che noi di Giustizia News24 scegliamo con cura, ogni giorno, la notizia da segnalarvi. E’ per questa ragione che scegliamo con cura anche quali nomi e cognomi riportare all’interno dei nostri articoli online,  e quando lo facciamo è perché abbiamo la certezza di potervi documentare l’evoluzione della storia in ogni suo passaggio. Ci muoviamo con responsabilità (ci proviamo, ma siamo umani e a volte sbagliamo anche noi) tra l’esigenza di informare e la volontà di non creare ‘mostri’. E’ per questa ragione che al sito online abbiamo affiancato un vero e proprio quotidiano digitale, identico in tutto e per tutto a un giornale di carta ma con la differenza che il nostro quotidiano è acquistabile online. La copia digitale dura lo spazio di un giorno, e lì potrete trovare nomi e cognomi. Lì potrete trovare gli approfondimenti delle notizie. Fare informazione non significa riversare su una piattaforma tutto ciò di cui si è a conoscenza. Ci vuole responsabilità. E speriamo che i nostri lettori imparino a capire le ragioni delle nostre scelte.

Il direttore e la redazione
di Giustizia News24

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lunedì, 14 Maggio 2018 - 18:21
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