Sfratto al consultorio di Portici
C’è la soluzione ma è provvisoria

di Dario Striano

Proteste, slogan e manifesti a nulla sono valsi. E’ ufficiale già da tempo. Uno sfratto esecutivo impone il 28 maggio lo sgombero dei locali di Portici, adibiti a consultorio. In due anni di mobilitazione nessun accordo tra le parti è stato trovato per il rinnovo del fitto della struttura di corso Umberto I – da oltre dieci anni presa in gestione dall’Asl e allestita ad uso consultorio familiare -, e quindi la prossima settimana il personale sanitario sarà costretto a lavorare altrove: trasferimento forzato nei locali Asl di via Libertà, che saranno interamente destinati a «presidio sanitario in tutela della Salute di donne, bambini e famiglie», come previsto da un accordo siglato in settimana durante un vertice tra Comune e la dirigenza dell’Azienda sanitaria locale Napoli 3 sud – a cui hanno partecipato il sindaco di Portici Enzo Cuomo, la dirigente Antonietta Costantini e l’ingegnere Antonio Frappola.

L’accordo
tra Asl e Comune
Il summit è avvenuto a poche ore dalla lettera con l’Unione Donne Italiane, da molto tempo in trincea per evitare il «rischio smembramento del consultorio», ha chiesto alle istituzioni una soluzione per evitare che il servizio venisse interrotto. «Chiediamo – si legge nella missiva inviata anche agli organi di stampa – di renderci edotte sulla preoccupante situazione in oggetto, prospettando a noi ed alla cittadinanza tutta soluzioni alternative effettivamente adeguate a garantire la tutela dei diritti dell’utenza, anche in onore degli impegni e degli obblighi insiti nella stessa natura delle istituzioni». In settimana dunque la risposta è arrivata anche se non soddisfa a pieno il personale medico della struttura. Già, perché il consultorio, secondo gli impegni presi nel 2017, avrebbe dovuto trasferirsi già a aprile scorso nei locali della palazzina del mercato coperto, secondo un accordo sottoscritto da Asl e Comune. Ma i lavori per la riqualificazione della struttura non sono stati ancora ultimati perché «attenzioni dalla magistratura» – come sottolinea il sindaco Cuomo. Circostanza che ha spinto Comune e Asl ad adibire a consultorio la struttura di via Libertà. «Dai vertici Asl abbiamo avuto rassicurazioni – ha detto il sindaco Enzo Cuomo – sul fatto che entro 12 mesi i lavori saranno completati. E in più noi come Comune ci siamo impegnati a destinare altri 400 metri della palazzina di via Naldi per la il reparto di maternità infantile, oltre ad aver già fatto l’accatastamento dell’immobile per consentire all’Asl, quanto più rapidamente possibile, l’acquisto dell’edificio».

La cronaca di uno sfratto annunciato
Quella dello sfratto del consultorio familiare è una questione che tiene sulle spine migliaia e migliaia cittadini della provincia di Napoli da ben 2 anni. Ebbene sì perché nonostante i numeri di eccellenza e nonostante le varie manifestazioni organizzate sul territorio, nessuno è riuscito a far cambiare idea ai vertici Asl, intenzionati a non voler rinnovare il fitto della storica sede, nonostante i proprietari si siano dichiarati più volti disponibili «a dimezzare i costi del vecchio contratto di locazione». Nonostante i numeri di eccellenza che hanno reso la struttura di corso Umberto una vero e proprio riferimento per l’intera zona vesuviana. Si parla di tremila prestazioni di ginecologia l’anno; oltre seimila vaccinazioni; 1600 assistenze psicologiche, 600 prestazioni annuali di mediazione familiare, 1500 accessi per l’area neuropsichiatrica. E ancora corsi di preparazione al parto e spazio dedicato agli adolescenti.

domenica, 20 Maggio 2018 - 11:51
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