Meta di Sorrento, turista stuprata in hotel: gli indagati ricorrono al Riesame
L’udienza si terrà fine mese

Abusi
di Dario Striano

Per la procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno drogato e stuprato una turista inglese a Meta di Sorrento. Un’accusa pesantissima che i 5 ex dipendenti dell’hotel dell’orrore hanno respinto durante l’interrogatorio di garanzia tenuto venerdì scorso dinanzi al giudice per le indagini preliminari Emma Aufiero del Tribunale oplontino nel carcere di Poggioreale. Di qui la decisione degli indagati di presentare istanza al tribunale del Riesame di Napoli, «chiedendo di valutare la fondatezza del reato e la loro compatibilità col regime carcerario». L’udienza è fissata per il prossimo 30 maggio quando ad essere valutata per prima sarà la posizione del barman porticese, che in sede di interrogatorio ha dichiarato di non aver «mai avuto alcun rapporto con la 50enne britannica», con la quale si sarebbe scattato soltanto un «selfie» e scambiato «qualche abbraccio», «ma nulla di più». Anzi, a detta degli altri indagati la donna avrebbe addirittura cercato di sedurre il giovane che però, quella sera, non avrebbe partecipato all’orgia «consensuale». Già, perché la tesi sostenuta da tutti gli altri indagati è che la donna avrebbe fatto volontariamente sesso con l’altro barman nei pressi della piscina dell’albergo. Dichiarazioni che però si scontrano terribilmente con gli «incontrovertibili riscontri» inseriti nel fascicolo del pubblico ministero Mariangela Magariello, tra cui l’esame tossicologico condotto sui campioni di urine e capelli della signora. Test che ha confermato l’assunzione di droga da stupro di cui nessuno ha invece saputo indicare la provenienza. Uno degli indizi più forti inserito nel fascicolo del sostituto procuratore assieme alla chat “Cattive Abitudini”, in cui messaggi e riprese, seppur in maniera non proprio chiarissima, descrivono le violenze sessuali. Immagini che sono ancora al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di individuare gli altri autori dello stupro, perché la denuncia presentata dalla turista parla di un ‘branco’ di almeno 10 persone. Gli investigatori stanno anche allargando il quadro delle indagini per cercare di capire se i cinque indagati siano stati protagonisti già in passato di episodi simili.

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giovedì, 24 Maggio 2018 - 12:39
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