Napoli, detenuto muore nel carcere di Secondigliano: i legali chiedono l’apertura di un’inchiesta

Cella Carcere

Nel penitenziario di Secondigliano ci era arrivato per un’accusa di omicidio che gli era già valsa la condanna, in primo e in secondo grado, a 30 anni di reclusione. Cosimo Caglioti, 30 anni di Sant’Angelo di Gerocarne (nel Vibonese), è deceduto in carcere nella giornata di ieri. E sulla sua morte sarà avviata un’inchiesta. A spingere la procura a verificare se ci sono state responsabilità nel decesso di Caglioti sono i familiari del detenuto che si sono affidati agli avvocati Luca Cianferoni (del foro di Roma) e Enzo Galeota (del foro di Catanzaro) affinché sul decesso venga fatta piena luce. Caglioti era in attesa di conoscere l’esito di un’istanza di scarcerazione per motivi di salute che era stata avanzata dai legali. Il 30enne era stato condannato per l’omicidio dell’agricoltore Michele Mario Fiorillo, avvenuto il 16 settembre 2011 nelle campagne della Valle del Mesima, che scatenò la faida fra il clan Patania di Stefanaconi ed il clan dei Piscopisani.

–>> Leggi anche: 

Napoli, detenuto ricoverato in coma: la procura apre un’inchiesta

giovedì, 24 Maggio 2018 - 17:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA