E ora DeMa supplica il nuovo Governo: «Debito? Non possono voltare faccia»

Luigi de Magistris
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris (foto Kontrolab)
di Danio Gaeta

Scontato ma furbo. Il sindaco Luigi de Magistris finalmente può esultare perché c’è un Governo con cui dialogare. O meglio, un Governo a cui chiedere di cancellare il debito della città di Napoli. Al momento, infatti, la priorità dell’ex pubblico ministero è questa: non pagare il debito del Comune (che lui definisce ingiusto) e garantirsi un futuro politico magari in Regione. A DeMa sono bastati un giorno e una notte di riflessione per preparare la ‘stilettata’ a Di Maio e Salvini: «Non daremo tregua al Governo e al Parlamento, sul debito ‘ingiusto’ non possono voltare la faccia». Così, con queste parole di sfida, l’ex pubblico ministero ha accolto il premier Giuseppe Conte e il pattuglione di 18 ministri (ben sei arrivano dal Sud Italia, di cui due sono napoletani). La chiave di volta per ‘entrare’ a Palazzo Chigi è il Movimento 5 Stelle: partito che al Sud ha preso un’enormità di voti e che soprattutto a Napoli ha avuto un’affermazione senza precedenti. Un partito che il primo cittadino napoletano ha sempre guardato con particolare attenzione (non è ha mai fatto mistero) e nel quale, secondo i bene informati, avrebbe cercato un ‘posto’ per lidi diversi dal Comune. Nonostante gli ammiccamenti ed i messaggi d’amore, però, i grillini non gli hanno mai aperto le porte. Anzi gliele hanno sempre sbattute in faccia. E allora il primo messaggio è proprio per Luigi Di Maio, vicepremier e superministro al Lavoro e allo Sviluppo Economico. «Sono fiducioso, il M5S ha preso al Sud un voto enorme – ha detto de Magistris – al Sud i Comuni, gli enti locali, i territori sono in grande sofferenza. Quindi non possono tradire le istanze, i bisogni delle popolazioni del Sud». Non è mancato un accenno anche a Matteo Salvini, vicepremier in seconda e ministro dell’Interno. «La Lega ha sempre fatto battaglie per le autonomie, quindi mi attendo, già nei prossimi giorni, segnali forti e concreti perché questo è quello che vogliono le persone», ha detto de Magistris ieri durante le celebrazione per la Festa della Repubblica, dimenticando che sino a una settimana fa Salvini era il male da sconfiggere. Ora, però, avere un canale aperto con Roma è importante e dunque è meglio ammorbidire i torni.  «I sindaci sono altoparlanti dei bisogni, delle sofferenze e non vogliono più chiacchiere. Ci attendiamo fatti concreti dal Parlamento e dal governo – ha concluso DeMa – L’Italia può ripartire davvero bene, ora è ferma da 6 mesi. Da oggi ha un governo che sarà giudicato dai fatti e non dalle parole». Per de Magistris tra i ‘fatti’ c’è sicuramente il debito del Comune di Napoli.
Intanto questa settimana è quella della fiducia alle Camere per il nuovo Governo. I voti ci sono e sono solo quelli dei gialloverdi. Tutti gli altri movimenti politici che siedono in Parlamento, infatti, hanno annunciato l’astensione o il voto contrario. A guidare la truppa del ‘no’ è Silvio Berlusconi. «Voteremo no alla fiducia – ha detto il Cav – noi siamo rimasti sempre fedeli al popolo del centrodestra e per tanto voteremo no alla fiducia al Governo gialloverde». Concetto ribadito, poi, dagli altri esponenti nazionali di Forza Italia. E’ chiaramente all’opposizione il Partito democratico che, già nelle scorse ore, attraverso l’ex segretario Matteo Renzi, ha fatto capire di non voler votare questo Governo. Il mancato ministro Giorgia Meloni ha, invece, improvvisamente fatto marcia indietro. Dopo aver sposato il ‘contratto’ non ha trovato la collocazione e dunque è diventata critica. «Mi asterrò sul voto di fiducia – ha sottolineato Meloni – Salvini ha chiesto che Fdi fosse nel governo ma Di Maio ha confermato un veto che c’era già da tempo perché siamo troppo sovranisti. Siamo pronti a votare i provvedimenti buoni».

—>>> Leggi anche: 

Promod, crisi senza fine: chiuso anche il negozio al Vomero in via Scarlatti

lunedì, 4 giugno 2018 - 10:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA