Caso migranti, nuova strage di disperati L’omicidio del maliano in Calabria
E la battaglia di Matteo Salvini


Un migrante ucciso in Calabria, una nave della disperazione partita dalla Tunisia che affonda lasciandosi dietro una scia di 48 morti, e la battaglia del nuovo Governo, guidata dal neo ministro dell’Interno Matteo Salvini (Lega), che batte sulla linea del «limitare le partenze» degli immigrati perché «è nell’interesse di tutti», «perché l’Italia non può essere trasformata in campo profughi». Il lunedì che segue la nascita del nuovo Governo a doppia guida, Lega e Movimento Cinque Stelle, comincia con una triste pagine sul fronte dell’emergenza più sentita in Italia, quella dei migranti.
Al largo al largo delle isole tunisine di Kerkennah è affondata una nave cariche di migranti. Quarantotto sono i morti accertati sino ad ora, e 68 le persone salve. Lo ha riferito il ministero dell’Interno tunisino nel suo ultimo comunicato sulla tragedia per la quale la procura di Sfax ha aperto ieri un’inchiesta. Mancherebbero all’appello ancora decine di persone: secondo un superstite, a bordo dell’imbarcazione vi erano almeno 180 persone. Quelle finora tratte in salvo sono 68, delle quali 60 di nazionalità tunisina, 2 marocchini, un libico e 5 di altri paesi africani. All’ospedale Habib Bourguiba di Sfax sono iniziate le operazioni di identificazione dei cadaveri.
Nella calabra Vibo Valentia, i magistrati e le forze dell’ordine sono alle prese con l’omicidio del 29enne del Mali Soumaila Sacko, ucciso a colpi di fucile sabato sera in provincia di Vibo Valentia. Altri due migranti sono rimasti feriti. Soumaila – che era un attivista dell’Unione sindacale di base – è stato ucciso da fucilate sparate da sconosciuti da una sessantina di metri di distanza. Soumaila era un ragazzo da sempre in prima fila nelle lotte sindacali per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando (Rc). E proprio l’Unione sindacale di base, per protestare contro la sparatori che ha causato il ferimento di altri due migranti del Mali, ha indetto per oggi una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. I tre migranti, tutti con regolare permesso di soggiorno, stavano raccogliendo delle lamiere nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” di San Calogero (Vv), quando un uomo e’ sceso da una Fiat Panda premendo quattro volte il grilletto del fucile.
Matteo Salvini intanto dà inizio alla sua politica per limitare l’arrivo dei migranti, e annuncia che «L’Italia si opporrà alla riforma del regolamento di Dublino». «No alle modifiche del regolamento di Dublino, per le nuove politiche d’asilo perché condannano l’Italia, la Spagna, Cipro e Malta ad essere da soli», ha affermato Salvini. Che ha poi aggiunto. «Bisogna aprire nuovi centri di espulsione, nelle regioni, accordi con i Paesi da cui provengono i migranti e ridefinire il ruolo dell’Italia in Europa». Le dichiarazioni di Salvini hanno immediatamente sollevato le reazioni politiche del Pd. L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiega che è impossibile «cancellare i flussi migratori». «Essi si possono governare – ha detto Minniti -. È quel che abbiamo fatto. Siamo all’undicesimo mese consecutivo di riduzione degli arrivi. Rispetto al primo luglio del 2017 sono arrivati 122 mila migranti in meno».

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lunedì, 4 Giugno 2018 - 13:54
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