Bari, Bonafede: niente commissario
Si va verso la sospensione dei processi «Caso drammatico, ci metto la faccia»

Alfonso Bonafede Napoli

Il caso Bari lo gestirà direttamente lui. Il ministro Alfonso Bonafede. Nessun commissario, nessun ‘terzo uomo’ come invece invocato dal Consiglio superiore della magistratura. Dopo una mattinata nella tendopoli della vergogna, il neo Guardasigilli si concede ai giornalisti e in dieci minuti di discorso pacato ma deciso spiega per grandi linee cosa è possibile fare. Senza mai promettere nulla. «Valuterò un decreto di urgenza per sospendere i termini. Perché la sospensione dei termini ci consentirà di togliere le tende», dice. «La situazione è drammatica. Ed è inutile girarci intorno», prosegue. Per risolverla occorrerà trovare dei locali adeguati. «Non è semplice. Ma ci stiamo muovendo con rapidità. Mentre sto qui con voi, stiamo già individuando dei possibili locali. E tra lunedì e martedì avremo delle possibili soluzioni», spiega. Tuttavia Bonafede prova a spiegare, soprattutto agli operatori della Legge baresi umiliati da questa vicenda, che le soluzioni tampone non potranno essere quelle migliori in assoluto. «Nessuno ha la bacchetta magica. Il ministero, già prima del mio arrivo, aveva posto la giusta attenzione al problema di Bari. Sono stati individuati due immobili che però non sarebbero di certo soddisfacenti rispetto alle esigenze di giustizia che ci sono anche in un’ottica emergenziale. Ma è anche vero che il ministero deve però provare a bloccare queste situazioni per poi riuscire a superarle piano piano», afferma. Come dire: bisogna accontentarsi anche di soluzioni che non piacciono, talmente è grave la situazione. Una sola certezza però dà Bonafede: «Io sono qui, e ci metto la faccia. Di questo percorso me ne occuperò io direttamente».

Manuela Galletta

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giovedì, 7 giugno 2018 - 17:55
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