Migranti, lavoro precario e Giustizia
La piazza sfida il nuovo Governo
Sabato protesta a Roma


Tutti in piazza. Per dire basta alle disuguaglianze. La disuguaglianza sociale, anzitutto. Quella generata dal reddito. Quella generata dalla povertà, dalla mancanza di un lavoro certo, non precario, non sottopagato. Quella acuitia dalla crisi, che ha aumentato il divario economico tra le classi ricca e meno abbiente. E poi la disuguaglianza tra le razze, con i migranti schiacciati, oggi più che mai, in un angolo dopo la stretta promessa e avviata dal Governo Lega-Cinque Stelle.
Tutti in piazza Roma. Sabato 16 giugno. Dinanzi alla sede del Parlamento. La mobilitazione nazionale l’ha organizzata la Federazione del Social Usb, e hanno già aderito alcune formazioni politiche di sinistra come ‘Potere al Popolo’. Non solo: all’appello hanno risposto anche gli avvocati, quelli iscritti a ‘Mga’ sindacato nazionale forense che intendono porre l’accento sui temi di Giustizia soprattutto alla luce delle recentissime e pasticciate dichiarazioni rese dal vicepremier Matteo Salvini sulla «lobby degli avvocati d’ufficio pagati dallo Stato che assistono i migranti che fanno i ricorsi» dopo la bocciatura del rilascio dello status di rifugiato.
Tutti in piazza, dunque. Inclusi i braccianti. Inclusi i migranti che lavorano nei campi, sfruttati, sottopagati. Cotti dal sole per 2,50 o 3 euro all’ora. Ci saranno anche i migranti di Vibo Valentia, dove una settimana fa ha trovato la morte Souamaila Sacko, fulminato da colpi di pistola senza un perché. Soumaila veniva dal Mali, era un immigrato regolare. Lavorava nei campi e si batteva contro il caporalato. Per lui la Federazione del Social Ub chiede giustizia. Lo farà anche in piazza sabato prossimo. Soprattutto per lui è stata avviata una raccolta fondi che ha già portato alla costituzione di un piccolo tesoretto di 40mila euro. Soldi che in parte saranno devoluti alla famiglia di Soumaila e che in parte verranno investiti in un’azione di contrasto al caporalato.
Tutti in piazza. E c’è chi, come Viola Carofalo di ‘Potere al Popolo’, lancia un invito alla mobilitazione anche alle donne, perché – spiega nella conferenza di presentazione dell’iniziativa – la donne sono fortemente penalizzate dall’attuale Governo. Si protesterà anche sabato 23 giugno, in due piazze diverse: a Reggio Calabria i braccianti faranno sentire a loro voce; a Piacenza, invece, torneranno a manifestare i lavoratori della logistica che puntano l’indice contro stipendi bassi, iniquità della distribuzione delle loro di lavoro, ma soprattutto contro una legge che espone questa categoria alla facile denuncia penale per il sol fatto di avere protestato o occupato il posto di lavoro come atto di forza per rivendicare dei diritti.

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venerdì, 15 giugno 2018 - 19:12
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