Giustizia, tutti gli uomini di Bonafede tra vecchio e nuovo: mano tesa a Unicost, incarico anche per un ‘davighiano’

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede, il ministro della Giustizia
di Manuela Galletta

In campagna elettorale si sono posti come gli uomini del cambiamento. Come i politici che avrebbero invertito la rotta rispetto agli schieramenti che li hanno preceduti al comando dell’Italia. Ma in fatto di incarichi di prestigio nell’universo della Giustizia, i Cinque Stelle, oggi al Governo con la Lega, hanno deciso di seguire il solco tracciato dal Pd: il Guardasigilli Alfonso Bonafede, avvocato siciliano, ha deciso di arruolare in squadra i magistrati, chiamandone pure uno già ‘precettato’ dal Governo Gentiloni. E’ una novità rispetto ai rumors e alle previsioni di alcuni articoli di stampa, che pure, nelle scorse settimane, hanno scatenato la reazione e la smentita dei chiamati in causa: a via Arenula non entreranno né Piercamillo Davigo, l’ex pm di Mani Pulite assai vicino alle posizioni dei Cinque Stelle, né Nino Di Matteo, che alla vigilia delle Politiche era stato dato come papabile alla candidatura nell’universo grillino. Tuttavia la ‘corrente’ di Davigo, Autonomia e Indipendenza, non resta a bocca asciutta, anche se per l’incarico più prestigioso Bonafede ha deciso di pescare in Unicost, la corrente di maggioranza delle toghe ed anche quella più centrista.
Fulvio Baldi, sostituto procuratore generale della Cassazione e in quota Unicost, è destinato a diventare capo di gabinetto del dicastero di via Arenula, ruolo che, col ministero targato Andrea Orlando, era stato ricoperto dall’oggi capo della procura della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo. Entrato in magistratura nel 1992, Baldi ha  prestato servizio come sostituto procuratore ad Avellino fino al 1997, come Pretore a Salerno fino al giugno 1999, come giudice del Tribunale di Salerno, fino a tutto il 2001. Poi è approdato a Roma dove, all’età di 40 anni, è entrato in Cassazione. E’ fortemente attivo nel campo della cooperazione internazionale e rappresenta la magistratura requirente in Europa presso il Forum Consultivo dei Procuratori europei e la Rete giudiziaria europea. Prima dell’affidamento dell’incarico, occorrerà però attendere che il Consiglio superiore della magistratura (nello specifico la Terza Commissione) firmi una delibera per mettere Baldi fuori ruolo.
Leonardo Pucci e Gianluca Massaro, invece, sono stati scelti come vicecapo di gabinetto al ministero, ed anche per loro il Csm dovrà firmare apposita delibera che li svincola temporaneamente dal ruolo di magistrato. Fiorentino, di 41 anni, Leonardo Pucci è giudice del Lavoro del Tribunale di Arezzo dal marzo del 2015. A Bonafede lo lega una vecchia amicizia: i due, quasi coetanei (Bonafede ha 42 anni), si conoscono dai tempi dell’università. Ha 42 anni ed è toscano anche Gianluca Massaro, giudice a Siena ma già un incarico proprio nel Governo Gentiloni. Quando Giovanni Mellillo ha lasciato l’ufficio di gabinetto di via Arenula per guidare la procura di Napoli, Massaro è stato chiamato dal Guardasigilli nel suo staff. E’ infatti del 9 novembre dello scorso anno la delibera del Csm con la quale Massaro veniva collocato fuori dal ruolo della Magistratura per essere destinato «al Gabinetto del Ministero della Giustizia (Ufficio di diretta collaborazione) con funzioni amministrative».
Capo dell’Ufficio legislativo sarà invece Mauro Vitiello, natali a Sondrio e sostituto pg in Cassazione. Un napoletano, invece, è stato scelto come capo dell’Ispettorato: si tratta di Andrea Nocera, attualmente al Massimario della Suprema Corte e con trascorsi da pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nocera ha già alle spalle incarichi presso il ministero della Giustizia: è stato addetto presso il Dipartimento dell’Organizzazione della Giustizia – Ufficio I – Direzione Magistrati e di Ispettore generale presso l’Ispettorato Generale, incaricato per l’attività ispettiva ordinaria presso gli Uffici Giudiziari e per l’attività d’inchiesta amministrativa in attuazione degli incarichi conferiti dal Ministro. Come Capo Affari Giustizia Bonafede ha scelto invece Giuseppe Corasaniti, sostituto procuratore generale in Cassazione, ed esponente di Autonomia e Indipendenza, la corrente guidata da Davigo. Corasaniti, che in Cassazione ha sostenuto l’accusa nel processo a Luigi Preiti, l’uomo che sparò ai carabinieri davanti a Palazzo Chigi, è tra gli studiosi più esperti di problemi giuridici della comunicazione e dell’informatica e di Diritto informatico e ‘padre’ del codice deontologico dei giornalisti italiani. Il suo vice dovrebbe essere Marco Nassi, sostituto procuratore a Grosseto. Mentre per il ruolo di vice capo dell’Ispettorato il ministro punta su Liborio Fazzi, giudice a Palmi.

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giovedì, 21 giugno 2018 - 20:33
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