Bottari, vittima innocente senza giustizia: ucciso a Portici da un proiettile vagante L’appello del nipote Ciro ai killer

La storia di Mariano Bottari, vittima innocente
di Dario Striano

Non c’è ancora un volto, non c’è ancora Giustizia. Oggi, a distanza di esattamente 4 anni dal 28 luglio 2014, da quel tentativo di rapina finito male, gli assassini di Mariano Bottari, vittima innocente della criminalità, non sono stati ancora individuati. La loro identità non è ancora nota, pertanto i criminali sono ancora a piede libero. Una circostanza che però non scoraggia i familiari del pensionato porticese, raggiunto da un proiettile vagante mentre tornava a casa per portare la spesa alla moglie disabile.
Ciro Iacone, nipote di Mariano Bottari, ha infatti «fiducia nell’operato della magistratura» e spera anche che i carnefici di suo nonno possano un giorno pentirsi, «costituirsi» e «chiedere scusa per i propri errori». «Sappiamo – dice Ciro – che le indagini sull’omicidio di nonno Mariano sono ancora in corso e siamo felici che la procura stia lavorando con determinazione sul caso. Che l’inchiesta non sia stata archiviata». Dopo 4 anni dall’omicidio del nonno, la rabbia in Ciro è scomparsa, resta il desiderio e la speranza di Giustizia con la consapevolezza che le indagini «possano richiedere tanto tempo». «Ho consapevolezza del fatto che l’inchiesta è molto difficile – continua – che gli inquirenti possano impiegare diverso tempo prima di arrivare all’individuazione dei colpevoli. Forse è per questo che a volte neppure ci penso al fatto che i killer siano ancora in libertà». Nonostante il dolore per la perdita del parente, nonostante non sia ancora stata fatta giustizia sull’omicidio del nonno, Ciro Iacone conserva una straordinaria lucidità. «Confido nel Karma, perchè c’è una giustizia più grande di quella terrena. Sono sicuro che in questo momento gli assassini non se la stiano passando bene. Credo nel destino e so che prima o poi verranno individuati». Già il destino, che con nonno Mariano è stato particolarmente beffardo, crudele. «Ci sono state almeno 15 casualità – ricorda Ciro Iacone – che hanno portato quel giorno alla morte di mio nonno». Alcune di queste, riprese anche dalle telecamere di videosorveglianza, i cui filmati sono al vaglio degli investigatori.

L’omicidio
Poco dopo le 11 del 28 luglio 2014, Mariano Bottari, pensionato 75enne porticese, sta percorrendo la traversa che collega la periferica via Scalea con via Martiri di via Fani. Con sé ha una busta della spesa con dentro le medicine per la moglie disabile. Medicine che non arriveranno mai a destinazione perché, mentre l’anziano attraversa la strada, due banditi in sella ad uno scooter cominciano a sparare all’impazzata. Obiettivo dell’agguato è un imprenditore, anch’egli in sella ad un motorino. Durante la sparatoria, un proiettile rimbalza sull’asfalto di fuoco di via Scalea e raggiunge alla testa Mariano, che cade a terra e muore sul colpo. «In realtà è stata una scheggia del proiettile a colpire il volto di mio nonno che aveva attraversato la strada per scansare l’acqua precipitata dal balcone del primo piano di un palazzo – ha ricostruito il nipote – E pensare che mio nonno era a margine della carreggiata quando è stato raggiunto dal colpo. Non era riuscito ad arrivare sul marciapiede opposto a causa del parcheggio stretto di due macchine che gli impedivano il passaggio». Subito dopo la sparatoria, forze dell’ordine, cronisti e curiosi, affollano il luogo del delitto. Pochi minuti più tardi arrivano anche i familiari del vecchietto. Ciro, «appena tornato dal campo estivo», riceve la notizia della morte di suo nonno tramite una telefonata «che ricorderà per sempre».

L’associazione
per nonno Mariano
Sul posto del raid finito in disgrazia, ci sono anche tanti ragazzini. Sono gli ‘scugnizzi’ del quartiere, un quartiere di periferia, incuriositi dal lenzuolo bianco che copre il corpo di nonno Mariano. E’ per loro che Ciro Iacone ha deciso di fondare un’associazione. E’ per loro che tempo fa la vittima innocente «quando era consigliere comunale», si è battuta negli anni «affinché venisse costruita una scuola elementare nella zona». Oggi casa di Mariano Bottari, sita in via Scalea, periferia di una città di appena quattro chilometri quadrati, è sede di “WOW Project per Nonno Mariano” («dove WOW è un acronimo che sta per with or wothout me”, significa “con o senza di me”»), associazione fondata per avviare percorsi di Cultura, Legalità e sensibilizzazione nelle scuole, tra cui una borsa di studi annuale per studenti meritevoli. «La Cultura è l’unica arma per combattere la criminalità», sostiene Ciro Iacone che si è detto pronto a perdonare gli assasini di suo nonno nel caso «in cui chiedessero scusa e ammettessero le proprie responsabilità». «Soprattutto se giovani»,  conclude Ciro.

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sabato, 28 luglio 2018 - 08:15
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