Gogna social sull’ex di Tiziana Cantone L’avvocato dell’uomo scrive a Facebook: «Odio pericoloso, rimuovere la pagina»


La segnalazione a Facebook è partita qualche giorno fa, non appena ci si è resi conto che la madre di Tiziana Cantone, la ragazza morta suicida nel settembre del 2016 perché stritolata dalla gogna dei social a causa di alcuni video hard di cui era protagonista, ha innescato lo stesso meccanismo di odio di cui sua figlia è rimasta vittima ai danni di Sergio Di Palo, l’ex fidanzato della ragazza. L’avvocato Bruno La Rosa, che assiste Di Palo, ha chiesto di «chiudere immediatamente la pagina Tiziana Cantone per le altre» e di rimuovere tutti i contenuti che a macchia d’olio si sono diffusi sul social network contro il suo assistito, allo scopo di evitare che la divulgazione di informazioni scorrette nonché di informazioni sensibili sul privato dell’uomo possano degenerare in situazioni drammatiche. Nella richiesta, in particolare, il penalista ha posto l’accento sull’aspetto calunnioso di alcuni post scritti dalla donna, dai quali emerge una diretta responsabilità di Sergio Di Palo nella morte di Tiziana, condotta invece che la procura della Repubblica di Napoli non gli ha attribuito, tanto è vero che l’uomo è stato rinviato a giudizio per reati che fanno da corollario a questa drammatica vicenda. In secondo luogo l’avvocato ha richiamato Facebook sulle conseguenze pericolose che la circolazione di dati personali di Sergio Di Palo rischia di generare. Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni, infatti, ricalca tristemente in pieno il canovaccio del dramma umano vissuto da Tiziana con la particolarità che ad alimentare la spirale di odio e di tensione è proprio la madre della ragazza. Il 25 luglio scorso Maria Teresa Giglio ha postato numerose foto dell’uomo accompagnandole a un post carico di rancore col quale si mette l’uomo alla berlina. Sono seguiti centinaia di commenti di diversi utenti, alcuni anche dal contenuto minatorio rivolto a Sergio Di Palo. Resta adesso da vedere come e cosa farà Facebook. Non è stata, invece, presentata alcuna denuncia penale contro la donna.
Lo scorso 19 luglio Di Paolo è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli, Egle Pilla per le accuse di calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso. Il prossimo 18 dicembre, l’imputato, difeso dall’avvocato Bruno La Rosa, dovrà presentarsi dinanzi ai giudici della quinta sezione penale del palazzo di giustizia partenopeo per l’apertura del processo. La procura di Napoli ritiene che l’uomo, in concorso con Tiziana Cantone abbia presentato una falsa denuncia di smarrimento del telefonino di Tiziana nell’aprile del 2015; e abbia calunniato cinque ragazzi un mese più tardi, accusandoli di avere diffuso i filmati hot. Ragazzi che per i magistrati partenopei sarebbero del tutto estranei alla vicenda. E non solo: Sergio di Palo, sempre secondo l’accusa, avrebbe chiesto a un perito, senza il consenso di Tiziana Cantone, di accedere al suo cloud e di togliere alcune chat dalle quali si evinceva che i 5 amici non fossero in realtà responsabili della divulgazione dei filmati.

giovedì, 2 Agosto 2018 - 19:15
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