Pedofilia nella Chiesa, Papa Francesco: «La Chiesa ha fallito, e io mi vergogno»

Papa Francesco
di Serena Finozzi

Indignazione, vergogna, sofferenza, fallimento, ripugnanza. Sono alcune delle parole usate da Papa Francesco che, ieri, a Dublino per l’XI  Incontro mondiale delle famiglie, ha affrontato il tema della pedofilia e, in particolare, ha parlato della piaga degli abusi su minori e persone indifese ad opera di rappresentanti del clero. Nella residenza presidenziale della capitale irlandese, nel corso dell’incontro con le autorità irlandesi, i rappresentanti della società civile e con i membri del corpo diplomatico, Bergoglio ha riconosciuto «il fallimento delle autorità ecclesiastiche, vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri, nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti», causa di «indignazione, sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica. Io stesso – ha sottolineato il Pontefice – condivido questi sentimenti». Ha parlato delle «mancanze di tanti» e dell’assoluta urgenza di «eliminare questo flagello nella Chiesa, a qualsiasi costo morale e di sofferenza». Un Paese, l’Irlanda, fortemente segnato nella sua storia recente dal dramma degli abusi perpetrati da membri del clero. Solo nel 2017 sono state raccolte 135 denunce nei confronti di 98 preti. 1259 negli ultimi 40 anni. Denunce di abusi contro 489 sacerdoti o religiosi in 26 diocesi. Di questi, però, solo 36 sono stati portati di fronte ai tribunali penali. «Le ferite sono ancora aperte – ha detto rivolgendosi a Papa Francesco il premier irlandese Leo Varadkar – e c’è molto da fare per ottenere giustizia e verità, e per curare le ferite delle vittime e dei sopravvissuti. Santo Padre – ha aggiunto – ti chiedo di usare il tuo ufficio e la tua influenza per assicurarti che ciò avvenga qui in Irlanda e in tutto il mondo». Bergoglio ha assicurato il suo impegno e ricordato anche quello di Benedetto XVI che «non risparmiò parole per riconoscere la gravità della situazione e domandare che fossero prese misure veramente evangeliche, giuste ed efficaci in risposta a questo tradimento di fiducia. Il suo intervento franco e deciso continua a servire da incentivo – ha aggiunto il Francesco – agli sforzi delle autorità ecclesiali per rimediare agli errori passati e adottare norme stringenti volte ad assicurare che non accadano di nuovo». Il Papa ha parlato quindi delle persone indifese, delle donne «che nel passato hanno patito situazioni di particolari difficoltà» e, soprattutto, ha parlato dei bambini. «Ogni bambino – ha detto – è un dono prezioso di Dio da custodire, incoraggiare perché sviluppi i suoi doni e condurre alla maturità spirituale e alla pienezza umana. La Chiesa in Irlanda ha svolto, nel passato e nel presente, un ruolo di promozione del bene dei bambini che non può essere oscurato. E’ mio auspicio che la gravità degli scandali degli abusi, che hanno fatto emergere le mancanze di tanti, serva a sottolineare l’importanza della protezione di minori e adulti vulnerabili da parte dell’intera società. In questo senso – ha osservato – siamo tutti consapevoli dell’urgente necessità di offrire ai giovani un saggio accompagnamento e valori sani per il loro cammino di crescita». Invocando il perdono del Paese di grande tradizione cattolica, il Papa ha anche voluto ricordare la ‘parte buona’ della Chiesa d’Irlanda, quella militante e operosa, quella rappresentata da «uomini e donne che si sforzano di arricchire la vita della nazione con la sapienza nata dalla fede. Anche nelle ore più buie dell’Irlanda, essi hanno trovato nella fede la sorgente di quel coraggio e di quell’impegno che sono indispensabili per forgiare un avvenire di libertà e dignità, giustizia e solidarietà. Il messaggio cristiano – ha aggiunto – è stato parte integrante di tale esperienza e ha dato forma al linguaggio, al pensiero e alla cultura della gente di quest’isola. Prego affinché l’Irlanda, mentre ascolta la polifonia della contemporanea discussione politico-sociale, non dimentichi le vibranti melodie del messaggio cristiano, che l’hanno sostenuta nel passato e possono continuare a farlo nel futuro».

 

domenica, 26 agosto 2018 - 12:26
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